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Archival Material Atti della causa promossa da Donato Concelino contro Giovanni Leonardo di Bartolomeo Provesini 1465Atti della causa promossa da Donato Concelino contro Giovanni Leonardo di Bartolomeo Provesini per la restituzione di una chiesura situata oltre il ponte di rovereto, indebitamente tenuta dal primo. Contiene due copie di rogiti notarili dell'anno 1424.Archival Material Atti della causa promossa da Matteo di Bartolomeo da Molina (Mori), Antonio Bonamedisi e altri contro il vicario e i massari della comunità di Mori 1488 - 1489Atti della causa promossa da Matteo di Bartolomeo da Molina (Mori), Antonio Bonamedisi e altri contro il vicario e i massari della comunità di Mori per il pagamento dei 45 giorni prestati in servizio alla difesa di Rovereto durante la guerra del 1487.Archival Material Atti e sentenza della causa di Marcabruno da Beseno contro i fratelli Bernardo e Bigolosio Grodener 1457Atti e sentenza della causa promossa da Marcabruno di Beseno, rappresentato dal notaio Antonio Grandi di Riva, contro i fratelli Bernardo e Bigolosio Grodner, capitani di Pergine e Telvana, rappresentati dal notaio Ramengo [Balachi], per l'affitto delle decime di Viarago.Archival Material Atti e sentenza della causa promossa dalla comunità di Avio contro la comunità di Mori 1488 - 1489Atti e sentenza della causa promossa dalla comunità di Avio contro la comunità di Mori per il pagamento di 3 ducati per ogni mese trascorso da Matteo di Bartolomeo da Molina (Mori), Antonio Bonamedisi e altri alla difesa di Rovereto durante la guerra del 1487. Contiene copia di ducale di Agostino di Barbarigo del 5 gennaio 1487.Archival Material Atti e sentenze della causa promossa da Leonardo Contarini, arciprete della Pieve di Lizzana, contro Giovanni da Riva del Garda 1467Atti e sentenze della causa promossa da Leonardo contarini, arciprete della Pieve di Lizzana, contro Giovanni da Riva del Garda, livellario di Antonio Lafranchi cittadino di Verona, per il possesso di una casa di proprietà della chiesa di San Tommaso in Rovereto.Archival Material “Consilia spectabilis communitatis Roveredi, annorum 1500, 1501. 1502”cc. 48-62 – 1500, aprile 5-1502, ottobre 6 Deliberazioni del Consiglio della comunità. cc. 63-70r. Bianche cc. 70v. “Index huius libri.”Archival Material “Consiliorum 1491, 1492, 1493”cc. 1-2 Mancano. cc. 3-4 - 1358, dicembre 22, Borgo Sacco. I signori delle giurisdizioni dei Castelbarco si accordano e stabiliscono che i colpevoli di delitti devono essere catturati e consegnati nelle mani del loro legittimo signore. Rogito dei notai Antonio fu Filippo di Mori e Francesco fu Odorico de Bettini di Borgo Sacco. Copia del notaio Ramengo Balachi, del XV secolo. c. 5 – 1435, marzo 31, [Venezia?] Sentenza del Consilium Rogatorum in cui si stabilisce che per le cause civili gli abitanti di Verona debbano rivolgersi al Podestà di quella città ad eccezione delle vertenze riguardanti debiti, mercati e contratti; tale decisione è estesa a tutti i rimanenti luoghi di terra ferma. cc. 6-7 – 1340 marzo 5, Isera. Comuino fu Giacomino de Valduga di terragnolo, sindaco della pertica di Terragnolo, Ancio fu Nicolò dalla Costa, Trentino fu Concio dell’Arca, Giacomo fu Zanesio dalla Costa. Rigo fu Comino dal Cornal, Bartolomeo dal Zinello e Concio fu Martino dalla Chiesa investono, a titolo di locazione per 25 anni, Zinario fu Zanesio dal Rovro Dolce di Terragnolo di un bosco sito nella pertica di Terragnolo. Rogito del notaio di Donano di Belluno del 20 aprile 1480. Sottoscrizione del notaio Andrea Comenduno di Salò. cc. 7-8 – 1440, gennaio, Venezia. Francesco Foscari, doge di Venezia, conferma alla comunità di terragnolo il privilegio già concesso da Gerardo Dandolo, provveditore della Repubblica di Venezia, il 31 agosto, 1439. Copia del notaio Giovanni Antonio Cobelli del 13 febbraio 1553. cc. 9a-9b – [1441?], Rovereto. Giacomo espone a […?], podestà e capitano di Rovereto, come Giacomolo e Antonio costringano gli uomini di Trambileno al pagamento della decima del legname contro le disposizioni del privilegio ducale del 18 gennaio 1440 ed invita il Podestà a dichiarare che gli uomini di Trambileno non sono tenuti a tale pagamento. c. 10 – 1553, febbraio 14, Rovereto. Odorico Costede, podestà di Rovereto, attesta la pubblica fede dell’atto sottoscritto del notaio Giovanni Antonio Cobelli in data 13 febbraio 1553. cc. 11-16 – 1442, ottobre 20, Rovereto Luca Caravello, podestà di Rovereto e capitano della Vallagarina, e Antonio Diedo, governatore agli introiti, vendono in pubblico incanto a Concio fu Tommaso e a Giacomo fu Giovannino dalle Aste, rappresentati dalla comunità di Vallarsa, un pascolo con un casara detto della Pozza sulla montagna di Bazol nel distretto di Rovereto, per 250 ducati d’oro. Sottoscrizioni dei notai Benedetto Valentino fu Pietro da Venezia e Antonio Spada fu Pietro da Venezia. Seguono le quietanze dei versamenti fatti. Copia del XV secolo. cc. 17-21 1476, marzo 31, Venezia. Andrea Vendramin, doge di Venezia, conferma alla comunità di Vallarsa il privilegio concesso da Gerardo Dandolo, provveditore della Repubblica di Venezia, il 29 agosto 1439. Copia del notaio Giuseppe figlio di Daniele Gandini, del XVI secolo. cc. 22-26 – 1447, marzo 4, Caldaro. Giorgio Hack di Themeswald, principe-vescovo di Trento, investe Antonio di Lizzana di tutti i feudi da lui posseduti in Vallagarina. Copia del notaio Antonio fu Giacono Carioli [?], Giovanni di Giacomo Chelete e Antonoi fu Bartolomeo della Berlina del 23 novembre 1491. c. 27 – 1416, marzo 31, Venezia. Federico duca d’Austria stipula un accordo con Aldrighetto di Castelbarco di Lizzana per i suoi feudi di Castel Nuovo e Nomi in Vallagarina. c. 28 Bianca cc. 29-30 – 1459, gennaio 19, Rovereto Antonio Spada fu Pietro di Venezia stipula un accordo decennale con gli uomini della comunità di Terragnolo per il trasporto del legname. Copia del notaio Giuseppe figlio di Daniele Gandini, del XVI secolo. cc. 31-32 – 1461, maggio 17, Rovereto Capitoli per la vendita a pubblico incanto della località Glera nella regola di Rovereto. - 1461, maggio 25, Rovereto Lorenzo figlio di Leonardo Tovazzi di Volano, acquista a pubblico incanto un plodio di terra in località Glera per un ducato d’oro. Rogito del notaio Marco a Porta di Rovereto. cc. 33-34 – 1462, novembre 27, Venezia Sentenza del Consiglio dei Dieci riguardante la trasgressione fatta dai rettori, Ufficiali e Giudici, o altri a loro nome, ai mandanti ducali. cc. 35-38 – 1463, luglio 3, Rovereto. Convenzione e patti stipulati tra Antonio Spada da Venezia e gli uomini della comunità di Terragnolo circa il taglio e il trasporto del legname. Copia del notaio Antonio della Betta di Tierno, senza data. Copia del Notaio Giuseppe figlio di Daniele Gandini di Rovereto, del XVI secolo. cc. 39-40 - 1463, ottobre 10, Rovereto. Natale Corner, podestà di Rovereto, stabilisce che il comune e gli uomini di Volano restituiscano a Giacomo Cigaloto e Michelato il frumento asportato nella regola di S. Ilario in contrada Val della Grava. c. 41 - 1463, aprile 29, Rovereto. Convenzione stipulata tra Antonio Spada da Venezia e Ramengo Balachi, sindaco della comunità di Rovereto, sulla lite vertente per la "stuba" sul torrente Leno. - 1464, novembre 26, Rovereto. Sentenza di Bartolomeo da Pesaro, podestà di Rovereto, in favore di Antonio Spada da Venezia, circa l'uso dell'acqua del torrente Leno. cc. 42-43 - 1464, luglio 11, [Venezia]. Sentenza del Consiglio dei Dieci, che stabilisce l'impossibilità degli avvocati della Comunità di ritrattare, impedire e sospendere le decisioni e le delibere dei Consigli di terra, sotto la pena di 1.000 ducati d'oro. cc. 44-45 - 1465, ottobre 25, Rovereto. Sentenza di Bartolomeo da Pesaro, podestà di Rovereto, per la lite vertente tra le comunità di Marco e di Serravalle per il taglio abusivo di legname. Copia del notaio Giuseppe figlio di Daniele Gandini di Rovereto, del XVI secolo. cc. 46-47 - 1507, novembre 4, Venezia. Lettera di Pietro Malinverno, oratore della comunità di Rovereto presso la Repubblica di Venezia, ai Provveditori maggiori della comunità di Rovereto, colla quale li informa per la perorazione di una causa [in materia di debiti?] presso il Consiglio dei Quaranta. Copia del XVII secolo. cc. 48-49 - 1471, giugno 3, Salò. Disposizione degli Avogadori e Provvisori della Repubblica di Venezia ad Andrea Foscolo, podestà di Rovereto, riguardante le scritture dei Cancellieri della Comunità. cc. 50-51 - 1477, dicembre 4, Rovereto. Decreto di Pietro Venier, podestà di Rovereto, che obbliga i Cancellieri della Comunità a pagare annualmente alle comunità di Rovereto e di Borgo Sacco, della pieve di Lizzana e Lizzanella, tre ducati d'oro per l'affitto delle loro abitazioni. Copia di Valentino Sochato, cancelliere della comunità di Rovereto, in data 6 gennaio 1479. cc. 52-53 - 1487, agosto 4, Rovereto. Testamento di Miliana fu Donato Concelino, moglie di Giacomo Campagna di Rovereto. Rogito del notaio Domenico a Porta di Rovereto. Cc. 54-55 - 1488, giugno 11, Rovereto. Giacomo Circoli, cittadino di Verona, vende a Bernardo, figlio di Nicolò Angheben di Vallarsa, massaro della comunità di Vallarsa, e a Domenico di Matassone, sindaco della comunità di Vallarsa, la decima dei legnami fluitati dal torrente Leno per 220 ducati d'oro. Rogito del notaio Domenico a Porta di Rovereto. Copia del notaio Benvenuto Chiusole di Rovereto del 4 luglio 1560. A c. 54 r dichiarazione di piena fede dell'atto rilasciato da Andrea Comenduno di Salò, cancelliere della comunità di Rovereto, in data 4 luglio 1560. cc. 56-57 - 1488, marzo 6, Venezia. Agostino Barbarigo, doge di Venezia, a seguito della scomparsa delle Scritture d'archivio riguardanti beni immobili conferma ai proprietari di beni di Rovereto i loro possessi. Copia di Andrea Comenduno di Salò, cancelliere della comunità di Rovereto, del XVI secolo. 1531, luglio 14, Innsbruck. Disposizione di Ferdinando I, imperatore d'Austria, riguardante la spedizione di legnami da Rovereto a Verona depositati in località alla Preda. Copia di Andrea Comenduno di Salò, cancelliere della comunità di Rovereto, del XVI secolo. Dichiarazione di piena fede dell'atto di Bernardo Malanotti, pretore di Rovereto, del XVI secolo. cc. 58-61 - 1488, marzo 6, Venezia. Agostino Barbarigo, doge di Venezia, conferma alla comunità di Rovereto alcuni capitoli dello Statuto del 1425. Copia di Pasquale Co...[?] cc. 62-63 - [1488?], Venezia. Lettera di Agostino Barbarigo, doge di Venezia, a Paolo Malipiero, podestà di Rovereto, con la quale esorta i sudditi delle comunità di Noriglio e Terragnolo a concorrere alla fortificazione della Città. Copia di Andrea Comenduno di Salò, cancelliere della comunità di Rovereto, del XVI secolo. cc. 64-65 - 1489, aprile 14, Venezia. Ordine del Consiglio dei Quaranta con il quale si impedisce ai magistrati di togliere o ridurre qualsiasi regola o giurisdizione appartenente ai rappresentanti della Repubblica di Venezia. Copia del XVI secolo. c. 66 «1491» c. 67 1490, dicembre 20, Rovereto. Lettera di Gerolamo Marino, podestà di Rovereto, ad Agostino Barbarigo, doge di Venezia, in cui dichiara di essere succeduto, nella reggenza di Rovereto, a Paolo Malipiero, suo predecessore. cc. 68-71r. - 1490, dicembre 21, Rovereto. Proclama di Gerolamo Marino, podestà di Rovereto, con il quale vieta la bestemmia, sotto la pena di L. 5; obbliga i massari e sindici a denunciare i crimini commessi nella giurisdizione di Rovereto, sotto la pena di L. 25; ordina di far regolare tutti i pesi e misure entro 15 giorni; proibisce il gioco dei dadi, sotto la pena di L. 3; autorizza la vendita di generi alimentari solamente nella piazza di Rovereto, sotto la pena di L. 1; proibisce la vendita dei suddetti generi prima del- l'ora nona, sotto la stessa pena; proibisce il transito nella terra di Rovereto dopo l'ora prima della notte senza lumi, sotto la pena di soldi 20, ed il transito con armi, sotto la pena di L. 3 e di due tratti di corda; proibisce agli osti la vendita del vino e l'apertura delle osterie dopo l'ora prima della notte, sotto la pena di soldi 20; proibisce ai viandanti di portare armi nella giurisdizione di Rovereto, sotto la pena di L. 3 e di otto giorni di carcere; proibisce di lavare interiora di animali e di gettare immondizie nel torrente Leno, ordinando di portarle nella località «alle Ghiaie», sotto la pena di L. 3; ordina di far rimuovere le immondizie gettate sulle pubbliche vie sotto la pena di L. 5; ordina ai fornai di confezionare «pane di buon frumento ben cotto e di giusto peso» sotto la pena di soldi 5; ordina ai macellai di vendere la carne «alla libra grossa», sotto la pena di soldi 20 e fissa inoltre i prezzi delle singole qualità di carne; proibisce la macellazione delle carni senza previo controllo del Comilito, sotto la pena di L. 10; proibisce l'esportazione di biade, vino e animali dal distretto di Rovereto, sotto la pena del sequestro dei suddetti beni, di tre tratti di corda e di un mese di carcere; proibisce l'esportazione dal territorio di Rovereto di carni da macello e di formaggi, sotto la pena di L. 2 per ogni animale grande, di soldi 20 per ogni animale piccolo, di soldi 10 per ogni libbra di formaggio e del sequestro dei suddetti beni; stabilisce una ricompensa a chi denunci l'esportazione di biade, vino, pane e legumi dal territorio di Rovereto; proibisce ai chirurgi, medici e barbieri di medicare ferite senza previa denuncia all'ufficio della cancelleria, sotto la pena di L. 5; obbliga la denuncia dei furti all'ufficio della cancelleria entro il termine di 20 giorni, sotto la pena di L. 10; obbliga i colpevoli di furto a rifondere i danni; proibisce la vendita di generi alimentari senza previa autorizzazione del Podestà e del suo Comilito, sotto la pena di L. 3; proibisce la vendita di carni selvatiche senza previa licenza del Comilito, sotto la pena di L. 5. c. 71r. - 1490, dicembre 21, Rovereto. Bartolomeo, ufficiale, riferisce che, su mandato di Gerolamo Marino, podestà di Rovereto, ha diffuso nella pubblica piazza di Rovereto il suddetto proclama. 1490, dicembre 28, Rovereto. Giacomo Farina e Battista Stefanoni, sindici della comunità di Lizzana, comunicano a Gerolamo Marino, podestà di Rovereto, di aver concesso a Calimano ebreo una proroga di otto anni per l'esercizio dell'usura nella pieve di Lizzana. c. 71v. - 1490, dicembre 28, Rovereto. Lettera di [...?] a Gerolamo Marino, podestà di Rovereto, con la quale chiede al predetto podestà di confermare la licenza concessa a Caramano ebreo. c. 72 - 1490, dicembre 29, Rovereto. Deliberazione del Consiglio della comunità. c. 73 - 1491, gennaio 8, Rovereto. Gerolamo Marino, podestà di Rovereto, elegge Gabriele fu Tadeo a vicario della comunità di Ala. c. 73v. - 74 1491, gennaio 8, Rovereto. Gerolamo Marino, podestà di Rovereto, elegge Antonio Bertono Malfatti a vicario della comunità di Mori. c. 75r. - 1491, gennaio 2, Rovereto. Deliberazione del Consiglio della comunità. c. 75v. - 1456, febbraio 12, Verona. Giovanni Memmo, capitano di Verona, ordina a Luca Pisani, podestà di Rovereto, che le comunità di Mori e Tierno contribuiscano ai lavori per la costruzione della fortezza di Calstelbarco (Montealbano- Mori), sotto la pena di L. 500 per ciascuna delle comunità. cc. 75v. - 76r. - 1461, febbraio 18, Rovereto. Mosè Contarini, podestà di Rovereto, informa i rettori di Verona su alcune questioni riguardanti la costruzione della fortezza di Castelbarco (Montealbano-Mori). c. 76v. - 1491, marzo 1, Rovereto. Proclama di Gerolamo Marino, podestà di Rovereto, con il quale ordina siano denunciati al Podestà stesso, i contratti fraudolenti, le usure e i prezzi esosi nelle vendite. 1491, marzo 7, Rovereto. Bartolomeo vicentino, ufficiale, riferisce che, su mandato di Gerolamo Marino, ha diffuso nei luoghi soliti di Rovereto il suddetto proclama. c. 77r. - 1491, aprile 2, Rovereto. Tommaso del Murero di Brentonico presenta a Gerolamo Marino, podestà di Rovereto, una lettera di Agostino Barbarigo, doge di Venezia, del 30 marzo 1491, con la quale invita il predetto podestà ad esaminare una supplica inviatagli dallo stesso Tommaso. 1491, [marzo...] Supplica di Tommaso del Murero di Brentonico ad Agostino Barbarigo, doge di Venezia, con la quale chiede una remunerazione per il servizio prestato alla Repubblica di Venezia durante la guerra del 1487. c. 78 1491, aprile 6, Rovereto. Deposizioni di Giovanni Saibanti, Bonomo del Bene, Antonio de Francini, Tonino Parolini, Antonio Partini, Cristoforo Scala e Giacomo Campagna riguardanti il servizio prestato da Tommaso del Murero durante la guerra del 1487. c. 78v. - 79r. - 1491, aprile 11, Rovereto. Lettera di Gerolamo Marino, podestà di Rovereto, ad Agostino Barbarigo, doge di Venezia, con la quale lo informa dei meriti di guerra di Tommaso del Murero. c. 79v. - 1491, ... Vertenza tra le comunità di Mori, Molina e Ravazzone per l'elezione del sacerdote rettore dell'altare di S. Giacomo e S. Filippo nella chiesa di S. Stefano di Mori. c. 80 - 1491, agosto 2, Rovereto. Deliberazione del Consiglio della comunità. c. 81r. - 1491, agosto 13, Rovereto. Lettera di Gerolamo Marino, podestà di Rovereto, ad Agostino Barbarigo, doge di Venezia, con la quale lo informa di dover approvvigionare di legna le guardie delle porte di Rovereto per il futuro inverno. c. 81v. - 1491, settembre 3, Venezia. Agostino Barbarigo, doge di Venezia, ordina a Gerolamo Marino, podestà di Rovereto, di far requisire sul mercato «mezzo legno su cento» per poter approvvigionare le guardie delle porte di Rovereto durante l'inverno. cc. 82 - 83r. - 1491, ottobre 2, Rovereto. Gerolamo Marino, podestà di Rovereto, elegge Biagio Lorenzi a vicario della comunità di Brentonico. c. 83 - 1491, ottobre 2, Rovereto. Gerolamo Marino, podestà di Rovereto, elegge Antonio Colpi a vicario della comunità di Folgaria. cc. 84r. - 85r. - 1491, agosto 18, Rovereto. Bonomo del Bene, Francesco della Trentina, Antonio Parolini e Francesco Agostini, provveditori della comunità di Rovereto, presentano a Gerolamo Marino, podestà di Rovereto, le decisioni prese il 12 agosto 1491 da Pietro Contarini, Giovanni Navagero e Sebastiano Giustiniani, auditori, avogadori, provveditori e sindici della Repubblica di Venezia, riguardanti il consiglio, i sindici, gli avvocati e i procuratori della comunità di Rovereto. c. 85v. - 1491, ottobre 11, Rovereto. Tartarino fu Caracristo de Tartarini di Pomarolo presenta a Gerolamo Marino, podestà di Rovereto, una lettera di Leonardo Grimani, avogadore di comune, del 17 settembre 1491, con la quale ordina di far rispettare un privilegio concesso a detto Tartarino il 1 ottobre 1483. c. 86 - 1491, dicembre 29, Rovereto. Deliberazione del Consiglio della comunità. c. 87r. - 1492, gennaio 7, Rovereto. Gerolamo Marino, podestà di Rovereto, elegge Bartolomeo Malfatti a vicario della comunità di Ala. c. 87v. - 1492, gennaio 2, Rovereto. Gerolamo Marino, podestà di Rovereto, elegge Contrino de Boschetti a vicario della comunità di Mori. c. 88r. - 1492, marzo 26, Rovereto. Giovanni bombardiere chiede all'ufficio della cancelleria di Rovereto di far registrare una lettera di Agostino Barbarigo, doge di Venezia, dell'8 marzo 1492, con la quale ordina a Gerolamo Marino, podestà di Rovereto, di sostituire il detto Giovanni, nel servizio di bombardiere, col figlio Uguccione. C. 88v. - 1492, aprile 18, Rovereto. Giovanni Antonio figlio di Andrea della Fina, chiede all'ufficio della cancelleria di Rovereto di far registrare una lettera di Agostino Barbarigo, doge di Venezia, del 13 aprile 1492, con la quale ordina a Gerolamo Marino, podestà di Rovereto, di concedere al predetto Giovanni di porsi al seguito di Nicolò Malipiero, console della Repubblica di Venezia ad Alessandria. c. 89r. - 1492, maggio 11, Rovereto. Ognibene Gaita, rappresentante delle comunità di Mori, Ala, Avio e Brentonico, presenta a Gerolamo Marino, podestà di Rovereto, una lettera dei rettori di Verona del 7 maggio 1492, con la quale ordinano al predetto podestà di non obbligare le suddette comunità al trasporto delle pietre da bombarda in Vallagarina. c. 89v. - 1492, agosto 18, Rovereto. Tommaso Zucchelli, rappresentante delle comunità di Saltaria e Noriglio, presenta a Gerolamo Marino, podestà di Rovereto, una lettera di Agostino Barbarigo, doge di Venezia, con la quale [...]. c. 90 - 1492, maggio 14, Venezia. Agostino Barbarigo, doge di Venezia, ordina a Gerolamo Marino, podestà di Rovereto, di esentare i sudditi delle comunità della Vallagarina dal prestar servizio nella costruzione di... [?] c. 91r. - 1493, luglio 7, Rovereto. Deliberazione del Consiglio della comunità. c. 91v. 1493, settembre 20, Rovereto. Deliberazione del Consiglio della comunità. 1493, ottobre 13, Rovereto. Deliberazione del Consiglio della comunità. 1493, novembre 8, Rovereto. Deliberazione del Consiglio della comunità. cc. 92-95 - 1486, maggio 22 - 1493, ottobre 2, Rovereto e Venezia. Lettere dei dogi di Venezia e dei podestà di Rovereto riguardanti il sequestro di un terreno e di pecore perpetrato ai danni di Cristoforo da Castione, nobile di Mantova, sull'altopiano di Brentonico. c. 95v. - 1484, aprile 11, Rovereto. Luca Chiodo presenta a Andrea Michiel, podestà di Rovereto una lettera di Giovanni Pisani e di Costante Priuli, avogadori di Comune, del 2 marzo 1484, con la quale essi avvocati ordinano al suddetto Podestà di far restituire al predetto Luca una casa con «brolo», di sua proprietà. c. 96r. - 1493, novembre 2, Venezia. Lettera di Agostino Barbarigo, doge di Venezia, a Gerolamo Marino, podestà di Rovereto, riguardante gli ordini per il castellano del castello di Rovereto. c. 96v. - 1491, giugno 4, Venezia. Lettera di Agostino Barbarigo, doge di Venezia, a Gerolamo Marino, podestà di Rovereto, con la quale ordina al predetto Podestà di essere informato circa la scelta e la destinazione delle guardie del castello di Rovereto fatta dal comestabile del castello. cc. 97-98 - 1490, dicembre 3, Rovereto. Paolo Malipiero, podestà di Rovereto e capitano della Vallagarina, stabilisce che la comunità di Trambileno debba adeguarsi all'instrumento d'acquisto stipulato con la comunità di Vallarsa e che possa tagliare la legna secondo la consuetudine. Copia di Andrea Comenduno di Salò cancelliere della comunità di Rovereto del XVI secolo. cc. 99-100 - 1490, ottobre 18, Lizzanella. Giacomo Farina, massaro delle comunità di Lizzana e Lizzanella, concede in locazione per 12 anni a Bartolomeo del Bene di Rovereto il pascolo del Monte Zugna per l'affitto annuo di 15 ducati d'oro. Rogito del notaio Domenico a Porta. Copia del notaio Marco a Porta, del XVI secolo. c. 100 - 1490, ottobre 18, Lizzanella. Giacomo Farina, massaro delle comunità di Lizzana e Lizzanella, concede in locazione per 12 anni a Bartolomeo del Bene di Rovereto il pascolo del monte detto della Torta per l'affitto annuo di 1 ducato. Rogito del notaio Domenico a Porta. Copia del notaio Marco a Porta del XVI secolo. cc. 101-102 - 1492, luglio 9, [Rovereto]. Salvino de Undena, arbitro eletto dalle comunità di Vallarsa e Trambileno, sentenzia che la comunità di Vallarsa possa pascolare entro i confini descritti negli istrumenti d'acquisto fatti dalla Repubblica di Venezia e che la comunità di Trambileno possa tagliare legna entro i confini stabiliti dalla comunità di Vallarsa. Copia di Andrea Comenduno di Salò, cancelliere della comunità di Rovereto, del XVI secolo. cc. 103-104 - 1493, febbraio 18, Rovereto. Sentenza di Gerolamo Marino, podestà di Rovereto, con la quale obbliga Ludovico Ganassoni, proprietario di una conceria, a non inquinare l'acqua della Roggia Grande. c. 105 - 1417, novembre 17, Venezia. Tommaso Mocenigo, doge di Venezia, conferma alla comunità di Rovereto i privilegi del 1417. Copia del XV secolo. cc. 106-123 Bianche.Archival Material “Consiliorum 1495, 1497, 1498, 1499, 1500, 1502”c. I – 1497 Indice degli atti contenuti nel volume. c. II «Liber Consiliorum Communis Roveredi». c. III - 1495, novembre 27, Venezia. Leonardo Grimani e Paolo Pisani, avogadori di comune, ordinano a Gerolamo Gritti, podestà di Rovereto, che le comunità di Borgo Sacco, Volano, Lizzana e Folgaria non debbano contribuire alle spese d'affitto per le case degli impiegati veneti a Rovereto. cc. 1-16 - 1497, luglio 4 - 1500, febbraio 3 Deliberazioni del Consiglio della comunità. c. 17 - 1502, aprile 26, Rovereto. Deliberazione del Consiglio della comunità di Rovereto che stabilisce di non ospitare in città ebrei usurai e di eleggere un oratore da inviare a Venezia per l'espulsione degli ebrei dalla città. Copia del notaio Giuseppe di Daniele Gandini di Rovereto del 19 febbraio 1566. c. 18 1504, marzo 5, Innsbruck. Massimiliano I, imperatore d'Austria, ordina ai suoi commissari in Rovereto che i cittadini e la comunità di Rovereto siano reintegrati dei loro beni posseduti a qualsiasi titolo in Vallagarina. Copia coeva. c. 19 Bianca c. 20 - 1503, novembre 27, Verona. Vincenzo Barbo, Marino Bon e Pandolfo Morosini, provveditori e sindici della Repubblica di Venezia, stabiliscono che si osservino le decisioni del Consiglio della comunità di Rovereto, pena quanto stabilito nelle singole decisioni. Copia del notaio Pietro Parolini di Rovereto, del XVI secolo. cc. 21-39 Bianche.Archival Material Deliberazioni del Consiglio della comunitàcc. 21-22 - 105, settembre 16, Rovereto Donino Enrici, procuratore delle comunità di Borgo Sacco, Volano, e Lizzana, chiede a Giovanni Francesco Pisani, podestà di Rovereto di far eseguire la sentenza di Pietro Vernier, podestà di Rovereto e capitano della Vallagarina, del 4 dicembre 1477. cc. 22-24r. - 1477, dicembre 4, Rovereto. Convenzione fra Pietro Venier, podestà di Rovereto e capitano della Vallagarina, e le comunità di Rovereto, Volano, Borgo Sacco e Lizzana riguardanti sia la costruzione degli alloggi da destinare ai Cancellieri e ai Cavalieri della comunità che le relative spese d'affitto. Copia di Antonio da Bassano, coadiutore, del XV secolo. Copia registrata da Valentino Sochato, il 6 gennaio 1479. c. 24v. - 1505, luglio 24, Rovereto. Battista Sbardellati, Nicolò Tesino, Francesco fu Agostino, provveditori di Rovereto, assieme a Niccolò Francini dichiarano di aver riscosso gli affitti delle case del Cancelliere e del Cavaliere delle comunità di Rovereto, Borgo Sacco, Volano, Lizzana e Lizzanella. cc. 24v.-26 - 1505, [luglio], Rovereto. Giovanni Francesco Pisani, podestà di Rovereto e capitano della Vallagarina, assolve Bernardo Civran dal pagamento degli affitti richiestigli dalle comunità di Borgo Sacco, Volano e Lizzana. Copia di Liberale, notaio e coaudiatore della cancelleria di Rovereto, del XVI secolo. cc. 27-28 Bianche. cc. 29-30 - 1526, marzo 20, Rovereto. Gerolamo Arrivabene, arciprete della pieve di Lizzana, promette a Domenico a Porta e Battista Bagozzi, provveditori di Rovereto, di dimorare a Rovereto e di esercitare la cura d'anime nella Chiesa di S. Tommaso assieme a un sacerdote suo cappellano. Rogito del notaio Giovanni Cobelli di Rovereto. cc. 31-34 - 1506, dicembre 20, Verona. Vittorio Cappello, Andrea Mocenigo e Lorenzo Orio, provveditori e sindici ducali, rinnovano alle comunità di Mori, Brentonico, Avio e Ala gli antichi privilegi. Copia di Ludovico, cancelliere ducale, del XVI secolo. c. 35r. - 1506, ..., [Rovereto]. Copia del capitolo primo, dei privilegi concessi alle comunità dei Quattro Vicariati, riguardante le cause civili da celebrarsi presso il foro di Rovereto. cc. 35-36 - 1473, dicembre 12, Venezia. Niccolò Marcello, doge di Venezia, comunica a Ludovico Querini, podestà di Rovereto, circa le cause civili delle comunità dei Quattro Vicariati da celebrare presso il foro di Rovereto. cc. 36-37 - [Sec. XV, Venezia]. Antonio da Canal, Francesco da Pesaro e Marco Loredan, provveditori e sindici ducali, stabiliscono che le comunità dei Quattro Vicariati non sottostiano al foro di Rovereto nelle cause giudiziarie, in virtù degli antichi privilegi. Copia coeva. cc. 37-38 - 1494, giugno 16, Verona. Gaspare Malipiero, Francesco Bondulmier e Francesco Querini, auditori ducali, ordinano ai rettori di Rovereto di far osservare gli antichi privilegi concessi alle comunità dei Quattro Vicariati e di non far citare nel foro di Rovereto i sudditi delle predette comunità. Copia coeva. cc. 39-40 - 1507, aprile 19, Rovereto. Giovanni Francesco Pisani, podestà di Rovereto e capitano della Vallagarina, invia Niccolò Francini come oratore presso la corte ducale a difesa delle ragioni avanzate dalle comunità dei Quattro Vicariati circa il foro in cui celebrare le cause civili. c. 41 - 1507, giugno 26, Venezia. Liberazione, concessa da Azzolino macellaio al comune di Rovereto, dei debiti gravanti su un «gazzo» ed altri beni acquistati dallo stesso comune. c. 42 - 1507, giugno 5, [Venezia]. Vittorio Cappello, Andrea Mocenigo e Lorenzo Orio, auditori e avvocati ducali, su istanza delle comunità dei Quattro Vicariati stabiliscono che siano osservati gli antichi privilegi concessi a dette comunità e che non si celebrino più processi civili riguardanti le citate comunità del foro di Rovereto. Copia di Paolo Porri, ufficiale [?], del XVI secolo. c. 43 - 1507, agosto 19, Venezia. Vittorio Cappello, Andrea Mocenigo e Lorenzo Orio, auditori e avvocati ducali, confermano gli antichi privilegi dei Quattro Vicariati. Copia coeva. c. 44 - 1507, settembre 22, Venezia. Andrea Trevisan, avogador di Comune, comunica al podestà di Rovereto che i sudditi dei Quattro Vicariati non possono essere citati nel foro di Rovereto per quanto riguarda le cause civili. Copia coeva. c. 45 - 1507, ottobre 27, Venezia. Vittorio Cappello, Andrea Mocenigo e Lorenzo Orio, auditori e avvocati ducali, comunicano a Giovanni Francesco Pisani, podestà di Rovereto, la conferma degli antichi privilegi concessi alle comunità dei Quattro Vicariati ed in particolare il capitolo riguardante le cause civili. Copia coeva. c. 46 - 1507, dicembre 3, Venezia. Andrea Trevisan, avogador di Comune, comunica a Giovanni Francesco Pisani, podestà di Rovereto, l'annullamento del capitolo primo degli antichi privilegi concessi alla comunità dei Quattro Vicariati riguardante le cause civili da celebrarsi nel foro di Rovereto. c. 47. - 1507, dicembre 2, Venezia. Andrea Trevisan, avogador di Comune, richiede a Giovanni Francesco Pisani, podestà di Rovereto, di obbligare le comunità dei Quattro Vicariati a rimborsare 36 ducati per le spese processuali dovute ai difensori della città. Copia coeva. cc. 48 Bianca. cc. 49-50 - 1508, novembre 22, Rovereto. Mandato di Bartolomeo Dandolo, podestà di Rovereto e capitano della Vallagarina, su richiesta di Bartolomeo Montagna, Leonardo dalla Trentina e Niccolò della Zena, provveditori della comunità di Rovereto, contro Tommaso a Circoli accusato di costruzione abusiva su suolo pubblico. Copia coeva. cc. 51-70 - 1508, luglio 9 - 1509, maggio 13. Deliberazioni del Consiglio della comunità. cc. 71-72 - 1509, [maggio, Rovereto]. Capitoli con i quali la comunità di Rovereto si sottomette a Massimiliano I, imperatore d'Austria. Copia coeva. cc. 73-76 - 1511, gennaio 14, Verona. Capitoli con i quali i sudditi di Rovereto chiedono a Massimiliano I, imperatore d'Austria, di confermare gli antichi privilegi concessi dalla Repubblica di Venezia. Copia del notaio Marco a Porta di Rovereto, del XVI secolo. c. 75 - 1514, marzo 5, Innsbruck. Massimiliano I, imperatore d'Austria, conferma i privilegi concessi alla comunità di Rovereto in occasione della dedizione del 1509. Copia coeva. c. 76 Bianca. c. 77 - 1509, giugno 5, Trento. Lettera di commenda di Giorgio di Neydeck, principe-vescovo di Trento, a Massimiliano I, imperatore d'Austria, con la quale chiede che ai Roveretani siano concessi e confermati gli antichi privilegi. Copia coeva. c. 78 - Sec. XVI in. Supplica di Giorgio Lichtenstein a Massimiliano I, imperatore d'Austria, perché accolga le richieste avanzate da Domenico a Porta, Gerolano Pilati, Giovanni Francesco del Bene e Bernardino Frizzi, delegati della città di Rovereto, per la concessione e conferma degli antichi privilegi della città. Copia coeva. cc. 79-81 - 1509, dicembre 11, Bolzano. Massimiliano I, imperatore d'Austria, nomina Marco Celler, Giovanni Schnot e Andrea Tenbler «maestri alle fortificazioni» nel territorio di Rovereto, Serravalle e alla Chiusa di Verona. Copia coeva. c. 80 - 1509, maggio 29, Trento. Lettera di Giorgio di Neydeck, principe-vescovo di Trento, ai Consoli della comunità di Rovereto con la quale li esorta a resistere contro le truppe venete fino all'arrivo delle truppe imperiali. c. 81 Bianca. C. 82 - 1509, luglio 17, Bassano. Massimiliano I, imperatore d'Austria, ordina ai sudditi della giurisdizione di Rovereto di consegnare le decime dovute ai cittadini di Rovereto. c. 83 - 1509, luglio 17, Bassano. Massimiliano I, imperatore d'Austria, concede ai sudditi di Rovereto la facoltà di eleggere due cittadini per amministrare la giustizia a Rovereto. c. 84 - 1509, agosto 4, Rovereto. Niccolò Francini e Francesco Agostini, giudici e rettori di Rovereto, ordinano ai sudditi della giurisdizione di Rovereto di consegnare le decime dovute ai cittadini di Rovereto. cc. 85-107 Bianche.Archival Material Deliberazioni del Consiglio della comunitàcc. 342-377 - 1502, novembre 3 - 1505, luglio 3 Deliberazioni del Consiglio della comunità cc. 378-389 BiancheArchival Material Deliberazioni del Consiglio della comunitàcc. 1-2 1489, febbraio 8 – novembre 29 Deliberazioni del Consiglio della comunità. cc. 3-4 BiancheArchival Material "Krieg 1915"Diario di guerra di Rudolf van der Straten Ponthoz. Il documento originale è coservato presso la Famiglia Bossi Fedrigotti. In Biblioteca Tartarotti è presente solo la copia digitale.Archival Material Liber statutorum comunitatis et hominum Roveredi(1425)Cc.1-4 Indice delle rubriche. c.5 1417 novembre 17, Venezia. Tommaso Mocenigo, doge di Venezia, concede ad Andrea Valier, provveditore di Rovereto, i privilegi richiesti dagli oratori della comunità di Rovereto. Copia del notaio Giacomo de Persichello di Cremona del 15 ottobre 1426. c.6 1434 dicembre 16, Venezia. Francesco Foscari, doge di Venezia, ordina ad Andrea Gussoni, provveditore di Rovereto, di far riscuotere la daera delle comunità di Rovereto e Borgo Sacco in moneta. Copia del notaio Cristoforo fu Matteo de Cesana del 24 dicembre 1434. 1444 febbraio 6, Venezia. c. 19 Francesco Foscari, doge di Venezia, ordina a Giovanni Soranzo, podestà di Rovereto, che gli impiegati veneti alloggiati in Rovereto sostengano a proprie spese gli affitti delle loro case d'abitazione e che i sudditi di Trambileno paghino, secondo consuetudine, la decima del legname. Copia del notaio Francesco fu Vittore de Lusia del XV secolo. XV sec., Rovereto. Rinnovo della sentenza emanata da Andrea de Molin, podestà di Rovereto, il 27 luglio 1450, con la quale si ordina la conservazione delle scritture notarili e cancelleresche nella cancelleria di Rovereto. cc. 7-40 «Liber statutorum comunitatis et hominum Roveredi, ad honorem omnipotentis Dei eiusque matris Virginis gloriose et sancti evangeliste cortfirmatorum per serenissimum et excellentissimum ducale dominium nostrum Venetiarum etcetera comunitati predicte, ut per eorum privilegium apparet, factorum tempore spectabilis et generosi viri domini Francisci Bassadona pro prelibato ducali dominio honorabilis potestatis Besseni et Roveredi; et scriptus et exemplatus per me Iacobum cremonensem civem venetum et tunc preffati domini potestatis scribam et canzellarium et de mandato ipsius domini potestatis: ser Ugnabeno a Caliano, ser Uricio de Alamanea hospiti ad Aquilam, magistro Antonio cimatore, ser Dominicho Bacigino sapientibus ipsius terre Roveredi et quampluribus aliis hominibus incolis ipsius terre Roveredi consencientibus et sic fieri volentibus et mandantibus. Curente anno domini nostri Iesu Christi millesimo quatrigentessimo vigessimo quinto die primo mensis augusti indicione tercia». Testo rogato dal notaio Giacomo de Persichello di Cremona il 1° agosto 1425. cc. 41-81 1442 agosto 30 - 1538 ottobre 31. Lettere dei Dogi di Venezia e di Ferdinando I, imperatore d'Austria, integranti i capitoli degli Statuti di Rovereto.Archival Material "Libro per far la spesa. Li 19 agosto 1792..."Il registro riporta le spese quotidiane per generi allimentari, carbone, lumini, mance alla servitù, per la tenuta dei cavalli (ferratura, unguento per gli zoccoli) e spese diverse con diversi saldi di conti.Archival Material "Libro per la spesa dal 1799 al 1801"Il registro riporta le spese quotidiane per generi alimentari, candele, "polvere e balini", per lo stagnino, per le scope, per la lavandaia, per stoviglie, per l'ombrellaio, per le ostie della cappella di Caravaggio, ecc. con diversi saldi di conti.Archival Material Archival Material “Processi criminali e condanne dei Pretori di Rovereto. Vol. I dall’anno 1497 al 1588: in questo volume contiensi anche una raccolta di atti amministrativi e politici de’ Rettori di Rovereto; il processo dei deputati della Sanità; il proclama del pretore Mainoldi del 1586 ecc.”Contiene: cc. I-II 1497, [agosto] – 1498, gennaio 30. Atti e sentenze della causa promossa da Antonio Leonardi di S. Margherita contro Zenone Benalli di Bussolento per il pagamento di un ducato quale debito d’affitto. cc. III-XIII 1508, ottobre 9-1509 febbraio 13 “Processus contra illos de Iseria et super cognitionem cadaveris quondamd Heironimi de Salodio.” Mutilo. cc. XIV-XXIV Bianche c. XXVr. 1511, novembre 6 – novembre 8. Atti della causa promossa da Andrea fu Antonio Serati [?] contro Bartolomeo famulo di Michele a Porta per il furto di legname. c. XXVv. 1511 novembre 19 – dicembre 6 Atti della causa promossa da Bartolomeo del Bene contro Maria vedova di Paolo Lazarini per furto di legname. c. XXVIr. 1511, novembre 19 – dicembre 4. Atti della causa promossa da Bartolomeo del Bene contro Flora fu Lazarino Conci per furto di legname. c. XXVIv. 1511, novembre 19 – dicembre 4. Atti della causa promossa da Bartolomeo del Bene contro Bona [?] fu Matteo Martini per furto di legname. c. XXVIIr. 1511, novembre 25 – 1512, gennaio 8. Atti della causa promossa da Francesco Agostini e Rosmino Frizzi contro Bartolomeo figlio di Federico da Pozzacchio per taglio abusivo di legname. c. XXVIIv. 1511, dicembre 9 – dicembre 12. Atti della causa promossa da Giacomo Tomasini contro Giovanni figlio di Nicolò Tesino per furto di legname. c. XXVIII 1512, gennaio 4 – gennaio 26. Atti della causa promossa da Domenico Caporale contro i fratelli Francesco e Bernardino del fu Giovanni Parolari per percosse subite. c. XXIX 1511, dicembre 8 – 1512, gennaio 23. Atti della causa promossa da Cristano fu Antonio Veronesi contro Giacomo fu Biagio Borzagino e Francesco figlio di Cristofoto mugnaio per ferimeneto. c. XXXr. 1512, gennaio 23 – gennaio 25. Atti della causa promossa da Graziolo fu Giovannino fabbro contro Martino scartezino per apertura abusiva di una chiusa sulla Roggia, minacce e ingiurie subite. c. XXXv. 1512, gennaio 26 – gennaio 28. Atti della causa promossa da Bernardino fu Giovanni Parolari contro Domenico Caporale per ingiurie e minacce subite. c. XXXIr. 1512, gennaio 26 – gennaio 28. Atti della causa promossa da Bernardino fu Giovanni Parolari contro Floriano Conci per percosse subite. c. XXXIv. 1512, gennaio 28. Atti della causa promossa da Rigo Zorer contro Antonio Fachino [?] per ferimento. c. XXXIIv. 1512, gennaio 28 – gennaio 29. Atti della causa promossa da Rosmino Frizzi e Francesco di Bergamo contro Gaspareto di Vanza per furto di legname. c. XXXIIIr. 1512, gennaio 28 – gennaio 31. Atti della causa promossa da Rosmino Frizzi e Francesco di Bergamo contro Cristoforo Fogolari per furto di legname. c. XXXIIIv. 1512, gennaio 28 – gennaio 29. Atti della causa promossa da Rosmino Frizzi e Francesco di Bergamo contro Bernardino di Giovanni da Pozzacchio per furto di legname. c. XXXIVr. 1512, gennaio 28 – gennaio 29. Atti della causa promossa da Rosmino Frizzi e Francesco di Bergamo contro Cristiano di Valentino da Pozzacchio per furto di legname. c. XXXIVv. 1512, giugno 15 – luglio 11. Atti della causa promossa da Cristano Pergola contro Giovanni del Cai [?] e Cristoforo suo figlio per danneggiamento di beni. c. XXXVr. 1512, luglio 7. Atti della causa promossa da Pietro Circoli contro Toloia [?] fu Giovanni macellaio per danneggiamento di beni. c. XXXVv. 1512, luglio 12 – 1513, settembre 15. Atti della causa promossa da Girardo Cappellano contro Gottardo Balter [di Noriglio] per pascolo abusivo. cc. XXXVI – XLVIII Bianche cc. XLIX-LI. 1511, novembre 6 – 1512, gennaio 30. “Liber Parolinorum 9 ianuarii 1512” Registro dei pegni della famiglia Parolini di Rovereto. cc. LII-LIII 1512, gennaio 12 – gennaio 16. Atti della causa promossa da Pasio Boni contro i fratelli Bartolomeo, Florio [?] e Giovanni per possesso di beni immobili. cc. LIV – LVIII Bianche c. LIX-CI 1519. Registro delle sentenze emesse da Giovanni Andrea Scutelli, pretore di Rovereto. cc. CII – CVIII Bianche cc. CIX-CLXXII 1529, maggio 30 – 1563, dicembre 29 Carteggio ed atti relativi all’elezione dei pretori di Rovereto. c. CLXXIII Bianca cc. CLXXIV-CXCI 1583, gennaio 16 – settembre 9 “Processus inter magnificos dominos deputatos sanitatis Roboreti ex una et ser Conzatum de Zandonatis expeditus per sententiam”. Contiene copia della deliberazione del Consiglio della comunità del 27 dicembre 1576. cc. CXCII-CCXVIII 1583, febbraio 27 – giugno 6. “Processus inter dominam Margaretam filiam quondam et heredem quondam Dominici a Dosso Vallis Morbiae ex una et dominum Marcum Antonium Ciresariam de Burgo Sancti Thome ex alia, expeditus per sententiam”. Contiene copie di atti dal 1571. cc. CCXIX – CCXXVIII 1586, maggio 7 – maggio 10. “Proclamatio generalis magnifici domini Oratii Mainoldi Roboreti pretoris”. cc. CCXXIX-CCLI 1588, maggio 14 – ottobre 17. “Processus inter magnificam communitatem Roboreti ex una [et] illos a Portis supra Roboretum ex altera”.Archival Material “Processus inter comune Pomaroli et heredes Stephani quondam Floriani, 26 ianuarii 1495.”Atti della causa promossa dalla comunità di Pomarolo contro gli eredi di Stefano di Floriano per il possesso del maso di S. Antonio.Archival Material Archival Material Raccolta degli atti e dei carteggi dei Rettori di Rovereto 1358 - 1485Contiene: c. 1 1474, aprile 30, Rovereto. Ludovico Querini, podestà di Rovereto, nomina Paolo Longini di Folgaria vicario della comunità di Folgaria. c. 2r. 1474, aprile 30, Venezia. Niccolò Marcello, doge di Venezia, annulla la sentenza di Ludovico Querini, podestà di Rovereto, del 30 giugno 1473 relativa alla causa insorta per la contestazione di certi possessi tra Biagio notaio da Meda da una parte, Giacomo Benatini di Marostica, Nicolò figlio di Miglioranza Scusati, dall’altra parte, Matteo Turlo e Urtelle di Terragnolo, dall’altra parte ancora. Copia coeva. c. 2v.-3r. 1474, maggio 21, Venezia. Niccolò Marcello, doge di Venezia, grazia Antonio di Dolcebuono e Antonio della Cesca di Schio, condannati da Bartolomeo da Pesaro, podestà di Rovereto, a pagare L. 60 di multa per aver percosso Cristoforo Giordano dal Prunal. Copia coeva. c. 4 1474, giugno 1, Rovereto. Ludovico Querini, podestà di Rovereto, riferisce a Nicolò Marcello, doge di Venezia, sui fatti che hanno portato alla condanna di Antonio di Dolcebuono e di Antonio della Cesca di Schio. c. 5 1474, giugno 28, Rovereto. Ludovico Querini, podestà di Rovereto, riferisce a Niccolò Marcello, doge di Venezia, che nell’ambito delle causa tra frate Ferrando, che è laico, e il sacerdote Simone degli Offici di Venezia, arciprete di Nago, ha ordinato a detto frate Ferrando di presentarsi entro 15 giorni in giudizio davanti al Doge e ai Savi di Terraferma per provare i suoi diritti sopra la chiesa di S. Ilario. cc. 6 – 7r. 1474, giugno 29, Rovereto. Ludovico Querini, podestà di Rovereto, riferisce a Benedetto Trevisan e agli altri Savi di Terraferma che nell’ambito della causa fra frate Ferrando, che è laico, e il sacerdote Simone degli Offici di Venezia, arciprete di Nago, ha ordinato a detto frate Ferrando di comparire in giudizio davanti al Doge e ai Savi di Terraferma entro 15 giorni. c. 7r. 1474, giugno 26, Rovereto 1. Ludovico Querini, podestà di Rovereto, esprime a Niccolò Marcello, doge di Venezia, parere negativo circa la grazia richiesta da … supplicante in quanto detto supplicante non ha garantito la buona custodia sia del castello che delle munizioni. cc. 7r. - 8r. 1474, giugno 30, Rovereto. Ludovico Querini, podestà di Rovereto, riferisce a Niccolò Marcello, doge di Venezia, che ha nominato Bartolomeo Campesan di Bassano a Capitano del Castello di Rovereto. 1474, [luglio …?], Rovereto. Nicolò figlio di Giorgio Venier, a nome del padre, castellano di Rovereto, chiede a Niccolò Marcello, doge di Venezia, di sostituire il padre nell’incarico a causa dell’età avanzata. c. 9r. 1474, luglio 23, Venezia. Sentenza di Niccolò Marcello, doge di Venezia, nella causa fra frate Ferrando e Simone degli Offici, arciprete di Nago, con la quale affida la chiesa di S. Ilario a detto frate Ferrando. Copia coeva. cc. 9v., 11r. 1474, agosto 1, Rovereto. Ludovico Querini, podestà di Rovereto, propone a Niccolò Marcello, doge di Venezia, di prelevare 12 o 15 armigeri dei 50 presenti a Riva del Garda, per rafforzare la custodia del castello di Rovereto. 1474, agosto 9, Rovereto. Ludovico Querini, podestà di Rovereto, invia Giovanni [Hinderbach], principe-vescovo di Trento, la supplica di vari sacerdoti della Valle Lagarina per ottenere l’esonero dal pagamento delle collette; infatti detti sacerdoti sono già obbligati a pagarle alla Repubblica di Venezia. Il Podestà, inoltre, chiede al principe vescovo di Trento di ordinare al capitano di Nomi di vietare la devastazione delle siepi poste per suo ordine a Pomarolo. cc. 12v.-13r. 1474, settembre 10, Venezia. Niccolò Marcello, doge di Venezia, comunica a Ludovico Querini, podestà di Rovereto, di aver autorizzato Calepino, Giovanni e Donato Capelini a trasportare a Trento i redditi dei loro possessi in Valle Lagarina. Copia coeva. cc. 13r-14r. 1474, settembre 30, Rovereto. Ludovico Querini, podestà di Rovereto, nomina Antonio fu Francesco di Avio a vicario della comunità di Avio. cc. 14r. - 15r. 1474, ottobre 3, Rovereto. Ludovico Querini, podestà di Rovereto, nomina Stefano Burla a vicario della comunità di Brentonico. cc. 15v. - 16v. 1475, gennaio 2, Rovereto. Ludovico Querini, podestà di Rovereto, nomina Giovanni della Betta di Mori a vicario della comunità di Mori. cc. 16v. - 17v. 1475, gennaio 2, Rovereto. Ludovico Querini, podestà di Rovereto, nomina Pietro fu Bono Montagna vicario della comunità di Ala. cc. 17v. - 18r. 1475, gennaio 7, Venezia. Angelo de Cozali di Salò, presente a Ludovico Querini, podestà di Rovereto, la ducale del 15 luglio 1472 con la quale Niccolò Marcello, doge di Venezia, lo incarica di raccogliere pece navale per l’Arsenale. Copia coeva. c. 18 1474, novembre 16, Venezia.2 Niccolò Marcello, doge di Venezia, informa i podestà e i capitani di Brescia, Verona, Salò e Riva, nonché i rimanenti rettori e ufficiali che Angelo de Cozali di Salò è stato incaricato di raccogliere pece navale per l’Arsenale. Copia coeva. c. 18v. - 19v 1475, gennaio 16, Rovereto. Ludovico Querini, podestà di Rovereto, informa Pietro Mocenigo, doge di Venezia, che ha inviato una lettera sulle misure da prendere per la custodia del castello di Rovereto; inoltre, richiede una guarnigione di 25 fanti per la difesa di detto Castello. c. 20r. 1475, gennaio 20, Rovereto. Ludovico Querini, podestà di Rovereto, informa Antonio Calbo e il collegio degli uditori di Venezia di non aver messo in vendita alcuna parte del dazio di Ala; tuttavia, per ordine dei Governatori, ricorda che ha messo all’asta il dazio di Serravalle un tempo spettante ad Azzone Castelbarco di Dosso Maggiore e successivamente alla Republica Veneziana. cc. 20 – 22v. 1475, gennaio 22, Venezia. Pietro Mocenigo, doge di Venezia, ordina a Ludovico Querini, podestà di Rovereto, di reinsediare il pievano di Pomarolo nella sua Chiesa, e di scegliere un sacerdote per la cappella di S. Ilario in sostituzione dell’eremita Ferdinando spagnolo [Frate Ferrando] e dell’arciprete Simone degli Offici di Venezia; inoltre lo informa che ha chiesto a Giovanni Hinderbach, principe-vescovo di Trento, di arrestare e di consegnare al podestà di Rovereto, qualora venisse riconosciuto colpevole di incendio, il sacerdote fuggito dalle carceri di Rovereto. Copia coeva. cc. 22v. - 23r. 1474, gennaio 22, Venezia. Pietro Mocenigo, doge di Venezia, ordina su richiesta di Giovanni Hinderbach, principe-vescovo di Trento, ai Podestà, Capitani, Castellani, Rettori e Ufficiali di arrestare i vagabondi colpevoli di furto nei castelli di proprietà del principe vescovo di Trento. Copia coeva. cc. 23r. - 31r. 1358, luglio 24, Castello Albano (Mori). Divisione dei beni fra i fratelli Armano e Aldrighetto, figli di Federico Castelbarco. Copia del notaio Ramengo Balachi del 26 aprile 1474. cc. 31r. - 33r. 1474, luglio 29, Rovereto. Ludovico Querini, podestà di Rovereto, informa Candiano Volani, capitano di Verona, sulle motivazioni che hanno portato alla fortificazione del castello di Rovereto e ricusa le accuse mossegli dai Roveretani circa la necessità di detta fortificazione. c. 34 Bianca.