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  4. “Consiliorum 1491, 1492, 1493”
 

“Consiliorum 1491, 1492, 1493”

Type
Registro o altra unità rilegata
Corporate Body
Comune di Rovereto  
Start Date
March 5, 1340
End Date
July 4, 1560
URI
https://digitallibrary.bibliotecacivica.rovereto.tn.it/handle/20.500.14379/22765
Description
Vol. cart. Leg. Con due cartoncini di cc. I-VI, 1-105, 106-123. I repp. Allegati sono di mani diverse del sec. XVIII.
Content
cc. 1-2 Mancano. cc. 3-4 - 1358, dicembre 22, Borgo Sacco. I signori delle giurisdizioni dei Castelbarco si accordano e stabiliscono che i colpevoli di delitti devono essere catturati e consegnati nelle mani del loro legittimo signore. Rogito dei notai Antonio fu Filippo di Mori e Francesco fu Odorico de Bettini di Borgo Sacco. Copia del notaio Ramengo Balachi, del XV secolo. c. 5 – 1435, marzo 31, [Venezia?] Sentenza del Consilium Rogatorum in cui si stabilisce che per le cause civili gli abitanti di Verona debbano rivolgersi al Podestà di quella città ad eccezione delle vertenze riguardanti debiti, mercati e contratti; tale decisione è estesa a tutti i rimanenti luoghi di terra ferma. cc. 6-7 – 1340 marzo 5, Isera. Comuino fu Giacomino de Valduga di terragnolo, sindaco della pertica di Terragnolo, Ancio fu Nicolò dalla Costa, Trentino fu Concio dell’Arca, Giacomo fu Zanesio dalla Costa. Rigo fu Comino dal Cornal, Bartolomeo dal Zinello e Concio fu Martino dalla Chiesa investono, a titolo di locazione per 25 anni, Zinario fu Zanesio dal Rovro Dolce di Terragnolo di un bosco sito nella pertica di Terragnolo. Rogito del notaio di Donano di Belluno del 20 aprile 1480. Sottoscrizione del notaio Andrea Comenduno di Salò. cc. 7-8 – 1440, gennaio, Venezia. Francesco Foscari, doge di Venezia, conferma alla comunità di terragnolo il privilegio già concesso da Gerardo Dandolo, provveditore della Repubblica di Venezia, il 31 agosto, 1439. Copia del notaio Giovanni Antonio Cobelli del 13 febbraio 1553. cc. 9a-9b – [1441?], Rovereto. Giacomo espone a […?], podestà e capitano di Rovereto, come Giacomolo e Antonio costringano gli uomini di Trambileno al pagamento della decima del legname contro le disposizioni del privilegio ducale del 18 gennaio 1440 ed invita il Podestà a dichiarare che gli uomini di Trambileno non sono tenuti a tale pagamento. c. 10 – 1553, febbraio 14, Rovereto. Odorico Costede, podestà di Rovereto, attesta la pubblica fede dell’atto sottoscritto del notaio Giovanni Antonio Cobelli in data 13 febbraio 1553. cc. 11-16 – 1442, ottobre 20, Rovereto Luca Caravello, podestà di Rovereto e capitano della Vallagarina, e Antonio Diedo, governatore agli introiti, vendono in pubblico incanto a Concio fu Tommaso e a Giacomo fu Giovannino dalle Aste, rappresentati dalla comunità di Vallarsa, un pascolo con un casara detto della Pozza sulla montagna di Bazol nel distretto di Rovereto, per 250 ducati d’oro. Sottoscrizioni dei notai Benedetto Valentino fu Pietro da Venezia e Antonio Spada fu Pietro da Venezia. Seguono le quietanze dei versamenti fatti. Copia del XV secolo. cc. 17-21 1476, marzo 31, Venezia. Andrea Vendramin, doge di Venezia, conferma alla comunità di Vallarsa il privilegio concesso da Gerardo Dandolo, provveditore della Repubblica di Venezia, il 29 agosto 1439. Copia del notaio Giuseppe figlio di Daniele Gandini, del XVI secolo. cc. 22-26 – 1447, marzo 4, Caldaro. Giorgio Hack di Themeswald, principe-vescovo di Trento, investe Antonio di Lizzana di tutti i feudi da lui posseduti in Vallagarina. Copia del notaio Antonio fu Giacono Carioli [?], Giovanni di Giacomo Chelete e Antonoi fu Bartolomeo della Berlina del 23 novembre 1491. c. 27 – 1416, marzo 31, Venezia. Federico duca d’Austria stipula un accordo con Aldrighetto di Castelbarco di Lizzana per i suoi feudi di Castel Nuovo e Nomi in Vallagarina. c. 28 Bianca cc. 29-30 – 1459, gennaio 19, Rovereto Antonio Spada fu Pietro di Venezia stipula un accordo decennale con gli uomini della comunità di Terragnolo per il trasporto del legname. Copia del notaio Giuseppe figlio di Daniele Gandini, del XVI secolo. cc. 31-32 – 1461, maggio 17, Rovereto Capitoli per la vendita a pubblico incanto della località Glera nella regola di Rovereto. - 1461, maggio 25, Rovereto Lorenzo figlio di Leonardo Tovazzi di Volano, acquista a pubblico incanto un plodio di terra in località Glera per un ducato d’oro. Rogito del notaio Marco a Porta di Rovereto. cc. 33-34 – 1462, novembre 27, Venezia Sentenza del Consiglio dei Dieci riguardante la trasgressione fatta dai rettori, Ufficiali e Giudici, o altri a loro nome, ai mandanti ducali. cc. 35-38 – 1463, luglio 3, Rovereto. Convenzione e patti stipulati tra Antonio Spada da Venezia e gli uomini della comunità di Terragnolo circa il taglio e il trasporto del legname. Copia del notaio Antonio della Betta di Tierno, senza data. Copia del Notaio Giuseppe figlio di Daniele Gandini di Rovereto, del XVI secolo. cc. 39-40 - 1463, ottobre 10, Rovereto. Natale Corner, podestà di Rovereto, stabilisce che il comune e gli uomini di Volano restituiscano a Giacomo Cigaloto e Michelato il frumento asportato nella regola di S. Ilario in contrada Val della Grava. c. 41 - 1463, aprile 29, Rovereto. Convenzione stipulata tra Antonio Spada da Venezia e Ramengo Balachi, sindaco della comunità di Rovereto, sulla lite vertente per la "stuba" sul torrente Leno. - 1464, novembre 26, Rovereto. Sentenza di Bartolomeo da Pesaro, podestà di Rovereto, in favore di Antonio Spada da Venezia, circa l'uso dell'acqua del torrente Leno. cc. 42-43 - 1464, luglio 11, [Venezia]. Sentenza del Consiglio dei Dieci, che stabilisce l'impossibilità degli avvocati della Comunità di ritrattare, impedire e sospendere le decisioni e le delibere dei Consigli di terra, sotto la pena di 1.000 ducati d'oro. cc. 44-45 - 1465, ottobre 25, Rovereto. Sentenza di Bartolomeo da Pesaro, podestà di Rovereto, per la lite vertente tra le comunità di Marco e di Serravalle per il taglio abusivo di legname. Copia del notaio Giuseppe figlio di Daniele Gandini di Rovereto, del XVI secolo. cc. 46-47 - 1507, novembre 4, Venezia. Lettera di Pietro Malinverno, oratore della comunità di Rovereto presso la Repubblica di Venezia, ai Provveditori maggiori della comunità di Rovereto, colla quale li informa per la perorazione di una causa [in materia di debiti?] presso il Consiglio dei Quaranta. Copia del XVII secolo. cc. 48-49 - 1471, giugno 3, Salò. Disposizione degli Avogadori e Provvisori della Repubblica di Venezia ad Andrea Foscolo, podestà di Rovereto, riguardante le scritture dei Cancellieri della Comunità. cc. 50-51 - 1477, dicembre 4, Rovereto. Decreto di Pietro Venier, podestà di Rovereto, che obbliga i Cancellieri della Comunità a pagare annualmente alle comunità di Rovereto e di Borgo Sacco, della pieve di Lizzana e Lizzanella, tre ducati d'oro per l'affitto delle loro abitazioni. Copia di Valentino Sochato, cancelliere della comunità di Rovereto, in data 6 gennaio 1479. cc. 52-53 - 1487, agosto 4, Rovereto. Testamento di Miliana fu Donato Concelino, moglie di Giacomo Campagna di Rovereto. Rogito del notaio Domenico a Porta di Rovereto. Cc. 54-55 - 1488, giugno 11, Rovereto. Giacomo Circoli, cittadino di Verona, vende a Bernardo, figlio di Nicolò Angheben di Vallarsa, massaro della comunità di Vallarsa, e a Domenico di Matassone, sindaco della comunità di Vallarsa, la decima dei legnami fluitati dal torrente Leno per 220 ducati d'oro. Rogito del notaio Domenico a Porta di Rovereto. Copia del notaio Benvenuto Chiusole di Rovereto del 4 luglio 1560. A c. 54 r dichiarazione di piena fede dell'atto rilasciato da Andrea Comenduno di Salò, cancelliere della comunità di Rovereto, in data 4 luglio 1560. cc. 56-57 - 1488, marzo 6, Venezia. Agostino Barbarigo, doge di Venezia, a seguito della scomparsa delle Scritture d'archivio riguardanti beni immobili conferma ai proprietari di beni di Rovereto i loro possessi. Copia di Andrea Comenduno di Salò, cancelliere della comunità di Rovereto, del XVI secolo. 1531, luglio 14, Innsbruck. Disposizione di Ferdinando I, imperatore d'Austria, riguardante la spedizione di legnami da Rovereto a Verona depositati in località alla Preda. Copia di Andrea Comenduno di Salò, cancelliere della comunità di Rovereto, del XVI secolo. Dichiarazione di piena fede dell'atto di Bernardo Malanotti, pretore di Rovereto, del XVI secolo. cc. 58-61 - 1488, marzo 6, Venezia. Agostino Barbarigo, doge di Venezia, conferma alla comunità di Rovereto alcuni capitoli dello Statuto del 1425. Copia di Pasquale Co...[?] cc. 62-63 - [1488?], Venezia. Lettera di Agostino Barbarigo, doge di Venezia, a Paolo Malipiero, podestà di Rovereto, con la quale esorta i sudditi delle comunità di Noriglio e Terragnolo a concorrere alla fortificazione della Città. Copia di Andrea Comenduno di Salò, cancelliere della comunità di Rovereto, del XVI secolo. cc. 64-65 - 1489, aprile 14, Venezia. Ordine del Consiglio dei Quaranta con il quale si impedisce ai magistrati di togliere o ridurre qualsiasi regola o giurisdizione appartenente ai rappresentanti della Repubblica di Venezia. Copia del XVI secolo. c. 66 «1491» c. 67 1490, dicembre 20, Rovereto. Lettera di Gerolamo Marino, podestà di Rovereto, ad Agostino Barbarigo, doge di Venezia, in cui dichiara di essere succeduto, nella reggenza di Rovereto, a Paolo Malipiero, suo predecessore. cc. 68-71r. - 1490, dicembre 21, Rovereto. Proclama di Gerolamo Marino, podestà di Rovereto, con il quale vieta la bestemmia, sotto la pena di L. 5; obbliga i massari e sindici a denunciare i crimini commessi nella giurisdizione di Rovereto, sotto la pena di L. 25; ordina di far regolare tutti i pesi e misure entro 15 giorni; proibisce il gioco dei dadi, sotto la pena di L. 3; autorizza la vendita di generi alimentari solamente nella piazza di Rovereto, sotto la pena di L. 1; proibisce la vendita dei suddetti generi prima del- l'ora nona, sotto la stessa pena; proibisce il transito nella terra di Rovereto dopo l'ora prima della notte senza lumi, sotto la pena di soldi 20, ed il transito con armi, sotto la pena di L. 3 e di due tratti di corda; proibisce agli osti la vendita del vino e l'apertura delle osterie dopo l'ora prima della notte, sotto la pena di soldi 20; proibisce ai viandanti di portare armi nella giurisdizione di Rovereto, sotto la pena di L. 3 e di otto giorni di carcere; proibisce di lavare interiora di animali e di gettare immondizie nel torrente Leno, ordinando di portarle nella località «alle Ghiaie», sotto la pena di L. 3; ordina di far rimuovere le immondizie gettate sulle pubbliche vie sotto la pena di L. 5; ordina ai fornai di confezionare «pane di buon frumento ben cotto e di giusto peso» sotto la pena di soldi 5; ordina ai macellai di vendere la carne «alla libra grossa», sotto la pena di soldi 20 e fissa inoltre i prezzi delle singole qualità di carne; proibisce la macellazione delle carni senza previo controllo del Comilito, sotto la pena di L. 10; proibisce l'esportazione di biade, vino e animali dal distretto di Rovereto, sotto la pena del sequestro dei suddetti beni, di tre tratti di corda e di un mese di carcere; proibisce l'esportazione dal territorio di Rovereto di carni da macello e di formaggi, sotto la pena di L. 2 per ogni animale grande, di soldi 20 per ogni animale piccolo, di soldi 10 per ogni libbra di formaggio e del sequestro dei suddetti beni; stabilisce una ricompensa a chi denunci l'esportazione di biade, vino, pane e legumi dal territorio di Rovereto; proibisce ai chirurgi, medici e barbieri di medicare ferite senza previa denuncia all'ufficio della cancelleria, sotto la pena di L. 5; obbliga la denuncia dei furti all'ufficio della cancelleria entro il termine di 20 giorni, sotto la pena di L. 10; obbliga i colpevoli di furto a rifondere i danni; proibisce la vendita di generi alimentari senza previa autorizzazione del Podestà e del suo Comilito, sotto la pena di L. 3; proibisce la vendita di carni selvatiche senza previa licenza del Comilito, sotto la pena di L. 5. c. 71r. - 1490, dicembre 21, Rovereto. Bartolomeo, ufficiale, riferisce che, su mandato di Gerolamo Marino, podestà di Rovereto, ha diffuso nella pubblica piazza di Rovereto il suddetto proclama. 1490, dicembre 28, Rovereto. Giacomo Farina e Battista Stefanoni, sindici della comunità di Lizzana, comunicano a Gerolamo Marino, podestà di Rovereto, di aver concesso a Calimano ebreo una proroga di otto anni per l'esercizio dell'usura nella pieve di Lizzana. c. 71v. - 1490, dicembre 28, Rovereto. Lettera di [...?] a Gerolamo Marino, podestà di Rovereto, con la quale chiede al predetto podestà di confermare la licenza concessa a Caramano ebreo. c. 72 - 1490, dicembre 29, Rovereto. Deliberazione del Consiglio della comunità. c. 73 - 1491, gennaio 8, Rovereto. Gerolamo Marino, podestà di Rovereto, elegge Gabriele fu Tadeo a vicario della comunità di Ala. c. 73v. - 74 1491, gennaio 8, Rovereto. Gerolamo Marino, podestà di Rovereto, elegge Antonio Bertono Malfatti a vicario della comunità di Mori. c. 75r. - 1491, gennaio 2, Rovereto. Deliberazione del Consiglio della comunità. c. 75v. - 1456, febbraio 12, Verona. Giovanni Memmo, capitano di Verona, ordina a Luca Pisani, podestà di Rovereto, che le comunità di Mori e Tierno contribuiscano ai lavori per la costruzione della fortezza di Calstelbarco (Montealbano- Mori), sotto la pena di L. 500 per ciascuna delle comunità. cc. 75v. - 76r. - 1461, febbraio 18, Rovereto. Mosè Contarini, podestà di Rovereto, informa i rettori di Verona su alcune questioni riguardanti la costruzione della fortezza di Castelbarco (Montealbano-Mori). c. 76v. - 1491, marzo 1, Rovereto. Proclama di Gerolamo Marino, podestà di Rovereto, con il quale ordina siano denunciati al Podestà stesso, i contratti fraudolenti, le usure e i prezzi esosi nelle vendite. 1491, marzo 7, Rovereto. Bartolomeo vicentino, ufficiale, riferisce che, su mandato di Gerolamo Marino, ha diffuso nei luoghi soliti di Rovereto il suddetto proclama. c. 77r. - 1491, aprile 2, Rovereto. Tommaso del Murero di Brentonico presenta a Gerolamo Marino, podestà di Rovereto, una lettera di Agostino Barbarigo, doge di Venezia, del 30 marzo 1491, con la quale invita il predetto podestà ad esaminare una supplica inviatagli dallo stesso Tommaso. 1491, [marzo...] Supplica di Tommaso del Murero di Brentonico ad Agostino Barbarigo, doge di Venezia, con la quale chiede una remunerazione per il servizio prestato alla Repubblica di Venezia durante la guerra del 1487. c. 78 1491, aprile 6, Rovereto. Deposizioni di Giovanni Saibanti, Bonomo del Bene, Antonio de Francini, Tonino Parolini, Antonio Partini, Cristoforo Scala e Giacomo Campagna riguardanti il servizio prestato da Tommaso del Murero durante la guerra del 1487. c. 78v. - 79r. - 1491, aprile 11, Rovereto. Lettera di Gerolamo Marino, podestà di Rovereto, ad Agostino Barbarigo, doge di Venezia, con la quale lo informa dei meriti di guerra di Tommaso del Murero. c. 79v. - 1491, ... Vertenza tra le comunità di Mori, Molina e Ravazzone per l'elezione del sacerdote rettore dell'altare di S. Giacomo e S. Filippo nella chiesa di S. Stefano di Mori. c. 80 - 1491, agosto 2, Rovereto. Deliberazione del Consiglio della comunità. c. 81r. - 1491, agosto 13, Rovereto. Lettera di Gerolamo Marino, podestà di Rovereto, ad Agostino Barbarigo, doge di Venezia, con la quale lo informa di dover approvvigionare di legna le guardie delle porte di Rovereto per il futuro inverno. c. 81v. - 1491, settembre 3, Venezia. Agostino Barbarigo, doge di Venezia, ordina a Gerolamo Marino, podestà di Rovereto, di far requisire sul mercato «mezzo legno su cento» per poter approvvigionare le guardie delle porte di Rovereto durante l'inverno. cc. 82 - 83r. - 1491, ottobre 2, Rovereto. Gerolamo Marino, podestà di Rovereto, elegge Biagio Lorenzi a vicario della comunità di Brentonico. c. 83 - 1491, ottobre 2, Rovereto. Gerolamo Marino, podestà di Rovereto, elegge Antonio Colpi a vicario della comunità di Folgaria. cc. 84r. - 85r. - 1491, agosto 18, Rovereto. Bonomo del Bene, Francesco della Trentina, Antonio Parolini e Francesco Agostini, provveditori della comunità di Rovereto, presentano a Gerolamo Marino, podestà di Rovereto, le decisioni prese il 12 agosto 1491 da Pietro Contarini, Giovanni Navagero e Sebastiano Giustiniani, auditori, avogadori, provveditori e sindici della Repubblica di Venezia, riguardanti il consiglio, i sindici, gli avvocati e i procuratori della comunità di Rovereto. c. 85v. - 1491, ottobre 11, Rovereto. Tartarino fu Caracristo de Tartarini di Pomarolo presenta a Gerolamo Marino, podestà di Rovereto, una lettera di Leonardo Grimani, avogadore di comune, del 17 settembre 1491, con la quale ordina di far rispettare un privilegio concesso a detto Tartarino il 1 ottobre 1483. c. 86 - 1491, dicembre 29, Rovereto. Deliberazione del Consiglio della comunità. c. 87r. - 1492, gennaio 7, Rovereto. Gerolamo Marino, podestà di Rovereto, elegge Bartolomeo Malfatti a vicario della comunità di Ala. c. 87v. - 1492, gennaio 2, Rovereto. Gerolamo Marino, podestà di Rovereto, elegge Contrino de Boschetti a vicario della comunità di Mori. c. 88r. - 1492, marzo 26, Rovereto. Giovanni bombardiere chiede all'ufficio della cancelleria di Rovereto di far registrare una lettera di Agostino Barbarigo, doge di Venezia, dell'8 marzo 1492, con la quale ordina a Gerolamo Marino, podestà di Rovereto, di sostituire il detto Giovanni, nel servizio di bombardiere, col figlio Uguccione. C. 88v. - 1492, aprile 18, Rovereto. Giovanni Antonio figlio di Andrea della Fina, chiede all'ufficio della cancelleria di Rovereto di far registrare una lettera di Agostino Barbarigo, doge di Venezia, del 13 aprile 1492, con la quale ordina a Gerolamo Marino, podestà di Rovereto, di concedere al predetto Giovanni di porsi al seguito di Nicolò Malipiero, console della Repubblica di Venezia ad Alessandria. c. 89r. - 1492, maggio 11, Rovereto. Ognibene Gaita, rappresentante delle comunità di Mori, Ala, Avio e Brentonico, presenta a Gerolamo Marino, podestà di Rovereto, una lettera dei rettori di Verona del 7 maggio 1492, con la quale ordinano al predetto podestà di non obbligare le suddette comunità al trasporto delle pietre da bombarda in Vallagarina. c. 89v. - 1492, agosto 18, Rovereto. Tommaso Zucchelli, rappresentante delle comunità di Saltaria e Noriglio, presenta a Gerolamo Marino, podestà di Rovereto, una lettera di Agostino Barbarigo, doge di Venezia, con la quale [...]. c. 90 - 1492, maggio 14, Venezia. Agostino Barbarigo, doge di Venezia, ordina a Gerolamo Marino, podestà di Rovereto, di esentare i sudditi delle comunità della Vallagarina dal prestar servizio nella costruzione di... [?] c. 91r. - 1493, luglio 7, Rovereto. Deliberazione del Consiglio della comunità. c. 91v. 1493, settembre 20, Rovereto. Deliberazione del Consiglio della comunità. 1493, ottobre 13, Rovereto. Deliberazione del Consiglio della comunità. 1493, novembre 8, Rovereto. Deliberazione del Consiglio della comunità. cc. 92-95 - 1486, maggio 22 - 1493, ottobre 2, Rovereto e Venezia. Lettere dei dogi di Venezia e dei podestà di Rovereto riguardanti il sequestro di un terreno e di pecore perpetrato ai danni di Cristoforo da Castione, nobile di Mantova, sull'altopiano di Brentonico. c. 95v. - 1484, aprile 11, Rovereto. Luca Chiodo presenta a Andrea Michiel, podestà di Rovereto una lettera di Giovanni Pisani e di Costante Priuli, avogadori di Comune, del 2 marzo 1484, con la quale essi avvocati ordinano al suddetto Podestà di far restituire al predetto Luca una casa con «brolo», di sua proprietà. c. 96r. - 1493, novembre 2, Venezia. Lettera di Agostino Barbarigo, doge di Venezia, a Gerolamo Marino, podestà di Rovereto, riguardante gli ordini per il castellano del castello di Rovereto. c. 96v. - 1491, giugno 4, Venezia. Lettera di Agostino Barbarigo, doge di Venezia, a Gerolamo Marino, podestà di Rovereto, con la quale ordina al predetto Podestà di essere informato circa la scelta e la destinazione delle guardie del castello di Rovereto fatta dal comestabile del castello. cc. 97-98 - 1490, dicembre 3, Rovereto. Paolo Malipiero, podestà di Rovereto e capitano della Vallagarina, stabilisce che la comunità di Trambileno debba adeguarsi all'instrumento d'acquisto stipulato con la comunità di Vallarsa e che possa tagliare la legna secondo la consuetudine. Copia di Andrea Comenduno di Salò cancelliere della comunità di Rovereto del XVI secolo. cc. 99-100 - 1490, ottobre 18, Lizzanella. Giacomo Farina, massaro delle comunità di Lizzana e Lizzanella, concede in locazione per 12 anni a Bartolomeo del Bene di Rovereto il pascolo del Monte Zugna per l'affitto annuo di 15 ducati d'oro. Rogito del notaio Domenico a Porta. Copia del notaio Marco a Porta, del XVI secolo. c. 100 - 1490, ottobre 18, Lizzanella. Giacomo Farina, massaro delle comunità di Lizzana e Lizzanella, concede in locazione per 12 anni a Bartolomeo del Bene di Rovereto il pascolo del monte detto della Torta per l'affitto annuo di 1 ducato. Rogito del notaio Domenico a Porta. Copia del notaio Marco a Porta del XVI secolo. cc. 101-102 - 1492, luglio 9, [Rovereto]. Salvino de Undena, arbitro eletto dalle comunità di Vallarsa e Trambileno, sentenzia che la comunità di Vallarsa possa pascolare entro i confini descritti negli istrumenti d'acquisto fatti dalla Repubblica di Venezia e che la comunità di Trambileno possa tagliare legna entro i confini stabiliti dalla comunità di Vallarsa. Copia di Andrea Comenduno di Salò, cancelliere della comunità di Rovereto, del XVI secolo. cc. 103-104 - 1493, febbraio 18, Rovereto. Sentenza di Gerolamo Marino, podestà di Rovereto, con la quale obbliga Ludovico Ganassoni, proprietario di una conceria, a non inquinare l'acqua della Roggia Grande. c. 105 - 1417, novembre 17, Venezia. Tommaso Mocenigo, doge di Venezia, conferma alla comunità di Rovereto i privilegi del 1417. Copia del XV secolo. cc. 106-123 Bianche.
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