Schiavo, Biagio
Gender
Maschio
Role
Letterato
Birth Date
January 11, 1675
Death Date
May 24, 1750
Birth Place
Death Place
Biography
Figlio di Domenico e Margherita Righetti, studiò all’università di Padova, dove si laureò in utruque iure nel 1695. Intraprese la carriera di insegnante, prima nella natia Ospedaletto, presso il collegio di Santa Maria del Tresto e poi, nel 1700, nel seminario di Padova. Venne ordinato sacerdote nel 1706, tornò a Este, dove fondò un collegio nel quale fece sia il maestro che il rettore. L’incontro con Domenico Lazzarini, docente di eloquenza all’università di Padova, lo avvicinò alla poesia e al Petrarca, sollecitandolo a comporre sonetti e canzoni, poi pubblicati in varie antologie e raccolte d’occasione. Entrò nell’Accademia dei Ricovrati e iniziò la sua attività critica nel 1732 con la “Prefazione alla Retorica di Aristotele”, in cui contestò Lodovico Antonio Muratori per le critiche mosse a Petrarca. Sostenuto da Domenico Lazzarini, Schiavo si fece difensore di Aristotele, Petrarca e Caro, alimentando una polemica già viva all’inizio del Settecento. Seguirono altri scritti polemici, come le “Lettere di M. F. Petrarca”, che suscitarono repliche da parte della cerchia muratoriana.
Parallelamente si dedicò a sonetti e traduzioni, ma la sua opera più importante fu il “Filalete”, dialogo in due volumi scritto contro il carmelitano Teobaldo Ceva, difensore della poesia eroico-sacra e critico del petrarchismo. Schiavo vi propose una lettura platonica del Canzoniere, riaffermando il primato di Petrarca e criticando i contemporanei. L’opera, lodata in seguito da Croce, scatenò una vivace disputa letteraria e persino accuse di blasfemia, che portarono a un processo inquisitoriale.
Schiavo fu coinvolto in molte altre polemiche con letterati dell’epoca, negli ultimi anni frequentò gli Accademici Granelleschi a Venezia, ma continuò a scontrarsi con avversari, spesso con toni satirici e pungenti.
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