Lambertini, Luigi
Gender
Maschio
Role
Giornalista, scrittore, commediografo, collezionista e critico d'arte
Birth Place
Biography
Nato a Nizza nel 1932 da madre austro-francese e padre italiano, Luigi Lambertini trascorre
l’infanzia nell’albergo della nonna, il prestigioso Continental, sulla Côte d’Azur. Cresce in un
ambiente plurilingue che lo porta presto a padroneggiare tedesco, francese e italiano,
seguendo al contempo le rigide regole del galateo alberghiero che sembrano indirizzarlo verso
un futuro da albergatore.
A cambiare il suo percorso sono alcuni incontri decisivi. Il primo è Mangiapane, anziano
ebanista addetto alla manutenzione dei mobili dell’hotel, che gli racconta viaggi per mare e gli
insegna a “leggere” i cerchi dei tronchi per determinarne l’età. In seguito, quando il padre lascia
la direzione del Continental per gestire alberghi stagionali in Italia, si aggiungono altre figure
fondamentali: Marco, giardiniere del Miramonti di Garessio, che gli insegna a potare le rose;
Riva, esperto nella sistemazione degli sci a Clavière, in Val di Susa; e Baciccia, muratore
genovese, con cui a Santo Stefano Val d’Aveto collabora alla costruzione di un muro a secco.
Con loro Luigi scopre un linguaggio libero e diretto, lontano dal bon ton del Continental. È qui
che comprende, quasi senza accorgersene, che la parola è vita, se usata con
consapevolezza.
Per volontà paterna si iscrive a Giurisprudenza, conseguendo la laurea nel 1958.
Parallelamente, però, coltiva la sua vera passione: la cultura in tutte le sue forme. Frequenta
corsi di storia dell’arte presso la Facoltà di Lettere, seguendo le lezioni di docenti come
Stefano Bottari, Francesco Arcangeli e Carlo Volpe, sostituendo codici e glosse con musei,
mostre e spettacoli.
Il 2 novembre 1954 esce il suo primo articolo su Carlino Sera e Nazione Sera: un reportage di
viaggio in Germania dedicato all’associazionismo universitario del dopoguerra e alla Mensur, il
tradizionale duello studentesco. Seguono altre collaborazioni giornalistiche, inizialmente limitate
alla cronaca universitaria.
Non trovando spazio per la critica d’arte nelle redazioni bolognesi, amplia le collaborazioni a
testate come la Gazzetta di Parma e il Corriere della Liguria. Dopo circa dieci anni arriva la
svolta, favorita anche da interventi per i programmi culturali del Giornale Radio.
Nel gennaio 1963, in occasione di una retrospettiva di Ottone Rosai a Modena, entra nella
redazione de L’Avvenire d’Italia come vice per il settore arte. Il 23 gennaio firma la sua prima
recensione in terza pagina: è l’inizio di un percorso professionale decisivo.
Il 14 settembre 1963 sposa Maria Pia, compagna di vita e di lavoro. Per decenni condividono
viaggi, mostre e interviste: lei alla macchina da scrivere, lui a dettare articoli e saggi. La loro
collaborazione si interrompe solo nell’agosto del 2000, con la scomparsa di Maria Pia.
Nel corso degli anni Lambertini collabora con numerose testate, tra cui:
• Il Gazzettino
• L’Unione Sarda
• Kleine Zeitung (Graz, Austria)
e con riviste specializzate come Le Arti, Il Dramma, NAC, D’Ars Agency, L’Opinione, Arte In.
Scrive per Il Giornale dal 1974 al 1989 e per il Corriere della Sera dal 1989 al 2006,
sostenendo il valore del pensiero critico come strumento di libertà e dialogo, contro quel “sonno
della ragione che genera mostri”, per citare Francisco Goya.
Firma testi per cataloghi e monografie di importanti artisti, tra cui Victor Pasmore, Nino Di
Salvatore, Depero, Burri, Melotti, Morandi, Licata, Giulia Napoleone, Dani Karavan e molti
altri. Cura mostre e partecipa a commissioni d’invito in Italia e all’estero.
Nel 1958 mette in scena al Teatro Minimo di Bologna l’atto unico Echi nel sole, dedicato al tema
dell’incomunicabilità. Nel 1966 entra in Rai come tele-radiocronista a Trento; dal 1971 lavora a
Roma ai Servizi Culturali del Giornale Radio, al GR2 e infine a Radio Uno, dove rimane fino al
1994 come capostruttura.
Membro dell’AICA (Associazione Internazionale Critici d’Arte), è stato consigliere di
amministrazione della Quadriennale Nazionale d’Arte di Roma dal 1984 al 1993.
Luigi Lambertini vive attualmente a Sutri, in provincia di Viterbo, continuando a rappresentare
una figura di riferimento nel panorama della critica d’arte e del giornalismo culturale italiano.

