Tamburi, Orfeo
Gender
Maschio
Role
Pittore
Nationality
Italiana
Birth Date
May 28, 1910
Death Date
June 15, 1994
Birth Place
Death Place
Biography
Figlio di Rodolfo Tamburi e Rosa papa, si diploma nel 1926 all’Istituto tecnico. Dopo gli studi tecnici lavorò come decoratore, ma nel 1928, grazie a una borsa di studio, si trasferì a Roma per frequentare il liceo artistico e poi l’Accademia di Belle Arti. Qui visse anni di grande povertà, realizzando centinaia di disegni e stringendo amicizia con scrittori e artisti come Flaiano, Cardarelli, Gentilini e Cagli. Pubblicò i suoi primi lavori su giornali e riviste.
Già influenzato dalla Scuola romana, nel 1935 visitò Parigi, dove rimase profondamente colpito da Cézanne e dove conobbe De Chirico, Campigli e De Pisis. Espose in molte collettive tra Roma, Milano, Venezia e Pesaro, e nel 1936 partecipò alla Biennale. Nello stesso periodo iniziò il rapporto personale e professionale con Curzio Malaparte, di cui divenne collaboratore e memorialista.
Dal 1937 Tamburi si dedicò con decisione alla pittura, partecipando regolarmente a Quadriennali e mostre importanti. Richiamato alle armi nel 1942, abbandonò l’esercito l’8 settembre 1943. Nel dopoguerra pubblicò libri illustrati e collaborò con teatri e riviste, sviluppando uno stile pittorico personale, semplice e sintetico ma ricco di lirismo, tra paesaggi urbani, figure e nature morte.
Nel 1947 si stabilì a Parigi, dove trovò la sua dimensione definitiva: la città diventò il soggetto privilegiato della sua arte, caratterizzata da una frontalità meditativa e da un colore essenziale. Continuò a esporre in Europa e negli Stati Uniti, viaggiando spesso per ritrarre altre metropoli come New York e collaborando con poeti, scrittori e artisti internazionali. Nel 1950 vinse il premio Roma; seguirono numerosi riconoscimenti.
Negli anni Sessanta e Settanta aumentò il successo critico, e Tamburi si affermò come “pittore delle finestre”, delle porte, dei muri urbani. Parallelamente pubblicò libri di memorie e viaggi, e realizzò illustrazioni, incisioni e ritratti. Dal 1969 promosse il premio “Città di Jesi – Rosa Papa Tamburi”, dedicato alla madre. Continuò a viaggiare fino agli anni Ottanta, pur mantenendo la residenza a Parigi.
Nel corso della lunga carriera, la sua opera mantenne coerenza, sobrietà ed eleganza formale, lontana dall’avanguardia ma profondamente poetica, sensibile al colore e alla struttura compositiva.
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