Tulli, Wladimiro
Gender
Maschio
Role
Pittore
Nationality
Italiana
Birth Date
September 4, 1922
Death Date
February 28, 2003
Birth Place
Death Place
Biography
Trascorre l’infanzia a stretto contatto con la natura, svolgendo diversi mestieri artigianali. Nel 1937, ancora studente dell’Istituto tecnico commerciale, ascolta a Recanati un intervento di Filippo Tommaso Marinetti su Leopardi, un episodio che accende definitivamente il suo interesse per l’arte e l’avanguardia futurista. L’anno successivo si avvicina al Gruppo Futurista “Umberto Boccioni” di Macerata, dove la vivace attività del collettivo — tra pittura, scultura, musica e Futurcine — gli consente di chiarire la propria vocazione. Sotto la guida di Bruno Tano intraprende le prime ricerche aeropittoriche, svincolate dal naturalismo e aperte alla fantasia e all’invenzione formale. In questo periodo conosce artisti come Ruggeri, Mannucci e Fazzini, mentre nel 1939 lavora nello studio dello scultore Umberto Peschi, dove incontra Marinetti.
Dal 1940 frequenta Enrico Prampolini a Roma, instaurando un rapporto duraturo che lo mette in contatto con le maggiori personalità dell’arte contemporanea. Partecipa alle esposizioni del Gruppo Boccioni nel 1940 e 1942, sperimentando tra pittura, scultura e le prime prove cinematografiche. Alla morte di Tano diventa l’animatore del gruppo, ora “Boccioni-Tano”, e conosce figure fondamentali come Balla, Depero, Pannaggi e Licini, con il quale nascerà una lunga amicizia. Nel 1942 espone alla mostra del Sindacato interprovinciale delle Marche e apre uno studio a Roma. Nel 1943 è presente alla IV Quadriennale con l’Aeroritratto n. 2, un bassorilievo seguito da vicino da Marinetti, e nello stesso periodo incontra Munari, Reggiani, Radice, Rho e Veronesi. Durante la guerra partecipa alla Resistenza e lascia una vastissima produzione di disegni e acquerelli che documentano, con intensità umana, la vita al fronte; queste opere verranno esposte solo nel 1984.
Nel dopoguerra, tra il 1945 e il 1950, si dedica a una ricerca figurativa influenzata dal clima del Fronte unico delle arti, con un forte richiamo a Matisse. Supera presto la contrapposizione fra astratto e figurativo, sviluppando una personale declinazione dell’astrazione, ricca di libertà espressiva, invenzione cromatica e attenzione materica. Entra in contatto con i gruppi astratti più importanti d’Italia e d’Europa, stringe un rapporto profondo con Piero Dorazio e conosce Burri, con cui manterrà una lunga amicizia. Negli anni Cinquanta esplora anche la ceramica e dal 1952 partecipa attivamente al Gruppo Numero di Firenze.
Tra il 1960 e il 1970 aderisce al Gruppo Éclat di Parigi, espone alla Galleria Antipoète e incontra più volte Max Ernst. Attraverso il Kunst Kabinet Klihm partecipa a numerose rassegne in Germania e tiene personali a Monaco e Ingolstadt. È tra i fondatori del Gruppo Levante a Macerata e intraprende numerosi viaggi in Europa e nel Mediterraneo.
Negli anni Settanta sperimenta nuovi materiali e linguaggi, come testimoniano i celebri Materassi del 1972. Si dedica con intensità alla decorazione e alla plastica murale, realizzando grandi interventi in numerose città italiane, oltre a illustrazioni e scenografie teatrali. Un viaggio negli Stati Uniti alla fine del decennio gli offre l’occasione di confrontarsi direttamente con l’arte americana post-Pop e con esponenti del movimento Fluxus, ampliando ulteriormente la sua ricerca.
Negli anni Novanta continua a lavorare con energia inesauribile, spingendo sempre oltre la propria indagine sul segno e sul colore. Riprende anche la scultura, che culmina nel Monumento alla Resistenza di Civitanova Marche. Il Museo delle Ceramiche di Faenza ospita una rassegna dedicata alla sua attività ceramica, mentre numerose mostre personali e antologiche consolidano il suo riconoscimento critico: tra queste Tulli per Giacomo a Recanati, poi esposta a Parigi e a Biella, e la grande antologica del 1998 a Palazzo Ricci di Macerata. Nel 1999 una personale dedicata a Mozart viene inaugurata dal Mozarteum di Salisburgo.
All’inizio degli anni Duemila affronta anche temi di arte sacra, culminati nella mostra La mia preghiera al Museo Stauròs di San Gabriele, mentre continua la sua quotidiana ricerca artistica nonostante la malattia. Nel 2003 riesce ancora a organizzare l’importante antologica Lirismi Alchemici a Palazzo Forti di Verona, inaugurata il 22 febbraio.
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