Postinger, Carlo Teodoro
Gender
Maschio
Birth Date
March 5, 1867
Death Date
April 19, 1923
Birth Place
Biography
Compiuti gli studi giuridici e la laurea a Vienna, entrò nell’amministrazione statale nel 1882 a Trieste e, poco dopo, ottenne il trasferimento alla Luogotenenza di Trento, dove rimase fino al 1886. Nel 1889 Postinger fu trasferito alla Luogotenenza di Rovereto e, nei primi anni Novanta, iniziò a farsi conoscere come appassionato di arte e storia. Fu aggregato all’Accademia roveretana degli Agiati nel 1895, diventandone segretario alle corrispondenze e bibliotecario nel 1896. Nel 1897 fu trasferito a Innsbruck come segretario di Luogotenenza, diventando socio del Ferdinandeum nel 1898 e corrispondente della Commissione centrale d’Arte di Vienna nel 1899. Dopo un breve rientro a Rovereto nel 1901, fu nominato capitano distrettuale a Cortina e poi a Cavalese. Qui emerse il suo patriottismo locale, sincero ma non ideologico, e la sua opposizione al nazionalismo tedesco. La sua condotta tra il 1904 e il 1906 attirò i sospetti della polizia e l’ostilità dei militari, finché nel 1907 fu rimosso dall’incarico. Postinger si dimise rifiutando il trasferimento a Innsbruck, guadagnando la stima della popolazione locale, che gli conferì cittadinanze onorarie e lo candidò, senza successo, al parlamento di Vienna. Fu rieletto nel Consiglio comunale di Rovereto e rimase attivo fino al 1914. Nel frattempo riprese l’attività culturale con gli Agiati, di cui fu bibliotecario nel 1908, segretario nel 1910 e presidente nel 1912. Collaborò agli “Atti” dell’Accademia, alla rivista Pro Cultura e ai giornali La Patria e Il Messaggero. Durante la Prima guerra mondiale si rifugiò a Hall in Tirol. Tornato in patria nel 1918, trovò la casa devastata e l’archivio disperso. Nel 1919 fu accusato dagli Agiati per un indirizzo di omaggio all’imperatore, ma il caso si chiuse senza conseguenze. Riprese servizio pubblico nel Governatorato italiano di Trento, partecipò al recupero degli archivi trentini e fu commissario civile a Bolzano. Nel 1922 tornò in Trentino come consigliere di Prefettura, ma si ammalò e morì l’anno seguente a Rovereto. Studioso appassionato e conferenziere apprezzato, fu anche traduttore scientifico e tra i fondatori della Società di Studi Trentini nel 1919.
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