Ticò, Alcide
Gender
Maschio
Role
Scultore
Birth Place
Death Place
Biography
Figlio di Enrico e Giuseppina Raffaelli. trasferitosi da bambino a Merano, si formò artisticamente prima al Lieco artistico di Bologna e poi a Milano presso l’Accademia di Brera, dove studiò con Adolfo Wildt e frequentò il gruppo dell’Avanguardia Artistica. Studiò anche all’Accademia delle Arti di Napoli. Negli anni Trenta sviluppò uno stile vicino al Novecento, pur lontano dalla retorica celebrativa del fascismo, con un fugace interesse per l’astrazione. Tornato a Rovereto nel 1932, realizzò i busti di Damiano Chiesa e Fabio Filzi e, l’anno seguente, i ritratti di Giovanni Comisso e Riccardo Zandonai.
Partecipò con successo a numerose esposizioni sindacali d’arte trentine e trivenete, ottenendo premi e riconoscimenti. Insegnò a Ortisei e a Padova, e nel 1938 aprì uno studio in via Margutta a Roma. Durante la Seconda guerra mondiale si arruolò come volontario in aviazione, venendo più volte decorato. Espose alla Biennale di Venezia (1940, 1942) e alla Quadriennale di Roma (1939, 1943, 1948).
Nel dopoguerra si trasferì a Capri, dove aprì la galleria L’Oblò. La notorietà internazionale giunse nel 1953, quando partecipò al film Vacanze romane di William Wyler, interpretando lo scultore: alcune scene furono girate nel suo studio di via Margutta, dove ritrasse anche attori come Gregory Peck, Totò e Anna Magnani.
Negli anni Sessanta si dedicò a committente religiosa, realizzando bassorilievi e statue sacre per il Vaticano, e insegnò discipline plastiche alla scuola d’arte “P. Mercuri” di Marino. Negli anni Settanta e Ottanta, come docente di scultura all’Accademia di Carrara, esplorò forme sempre più essenziali e rigorose, con le serie dedicate ai Satelliti e ai Tote.
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