Trenner, Giovanni Battista
Gender
Maschio
Role
Geologo
Birth Date
January 7, 1877
Death Date
May 5, 1954
Birth Place
Death Place
Biography
Dopo gli studi a Rovereto e Trento, si laureò in chimica all’Università di Vienna nel 1900 sotto la guida di Eduard Suess e Albrecht Penck, perfezionandosi fino al 1902. Entrò poi al Kaiserlich-Königlichen Geologischen Reichsanstalt di Vienna, dove svolse importanti rilevamenti in Trentino e pubblicò i relativi fogli geologici. In questo periodo formulò anche la cosiddetta regola di Trener sull’orientamento ottico del quarzo, che ebbe grande fortuna nella petrografia strutturale.
Accanto alle ricerche geologiche si dedicò agli studi minerari e geochimici, pubblicando articoli anche a carattere umanistico sulla rivista Tridentum, fondata con Cesare Battisti.
Durante la prima guerra mondiale, interrotte le attività di confine, si trasferì a Padova e nel 1915 si arruolò volontario nell’esercito italiano, distinguendosi sul Carso e poi come interprete nelle trattative di pace di Villa Giusti. Dopo la guerra tornò a Trento, dedicandosi alla ricostruzione e a grandi opere idrauliche. Continuò parallelamente le ricerche minerarie, anche attraverso iniziative imprenditoriali.
Nel 1922 fondò il Museo civico di storia naturale di Trento, che diresse fino al 1932, quando fu destituito probabilmente per contrasti con il regime fascista. Rientrò alla guida del museo nel 1946, promuovendo il Centro di studi alpini del CNR. La sua attività scientifica fu ampia: studi geologici e idrogeologici, ricerche speleologiche e carsiche, indagini sulle sorgenti radioattive, applicate anche in campo clinico. Nel 1931 aveva inoltre compiuto un viaggio in Unione Sovietica con l’ingegnere Angelo Omodeo per valutare impianti idroelettrici. Dopo la sua morte, un comitato curò la pubblicazione dei suoi scritti, che spaziano dalla geologia alla limnologia, disciplina a cui rimase particolarmente legato. L’attuale Museo delle scienze di Trento (MUSE) conserva il fondo archivistico Trener, testimonianza duratura del suo contributo alla ricerca scientifica e alla cultura trentina.
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