Pinci, Giano Pirro
Alternative Names
Penci, Giampietro
Gender
Maschio
Birth Place
Biography
Domenico di Giovanni e Giovanna Fiera, nel terzo quarto del XV secolo. In gioventù si trasferì a Venezia, dove lo zio paterno Filippo gestiva una stamperia attiva dal 1490. In quegli anni si dedicò allo studio della letteratura e del diritto, conseguendo il titolo di doctor utriusque iuris. Le sue prime attività letterarie a Venezia testimoniano solidi legami con l’umanesimo, in particolare con Antonio Mancinelli e Bartolomeo Merula. In questo periodo iniziò a firmarsi con il nome umanistico di Ianus Pyrrhus Pincius. Nel 1508 fu verosimilmente incoronato poeta laureato dall’imperatore Massimiliano I d’Asburgo. All’inizio del XVI secolo si stabilì a Trento, dove intraprese la carriera di insegnante. Sposò Agnese di Cles (Clese), da cui ebbe tre figli, tra cui Lucio Romolo, destinato a diventare canonico e segretario del vescovo Bernardo Clesio. Il legame con Clesio fu fondamentale nella vita e nella produzione letteraria di Pincio, che compose per lui numerosi testi poetici e oratori. Dal 1515, con l’elezione di Clesio a vescovo di Trento, Pincius divenne figura di riferimento della corte vescovile. Nel 1521 tentò di lasciare Trento per fare ritorno a Mantova, dove, nel 1531, ottenne l’incarico ufficiale di insegnante pubblico. Tuttavia, nel 1536, il duca Federico II Gonzaga gli revocò l’incarico, costringendolo a rinnovare i rapporti con Clesio. Dopo la morte del vescovo nel 1539, la fortuna di Pincio diminuì. Le sue opere principali furono composte in questo contesto: il De navigatione regis Philippi in Hispaniam, poema epico in tre libri; la Clesiada, oggi perduta; il De gestis ducum Tridentinorum, e il De vitis pontificum Tridentinorum, grande opera storiografica in dodici libri. Quest’ultima unisce celebrazione locale e riflessione storica sul primo Cinquecento europeo, con riferimenti continui ai classici latini. Nel 1543 l’imperatore Carlo V fece sosta a Canneto, e secondo alcune fonti in quell’occasione Pincius sarebbe stato incoronato poeta per la seconda volta. L’ultimo documento che lo menziona è un atto notarile del 17 settembre 1554, dove si definisce comes Palatinus, poeta Caesareus e doctor utriusque iuris. Morì poco dopo, probabilmente a Canneto o a Mantova.
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