Raccolta degli atti e dei carteggi dei Rettori di Rovereto 1491 - 1504
Type
Registro o altra unità rilegata
Corporate Body
Start Date
December 16, 1491
End Date
August 12, 1504
Description
Reg. cart. leg. in cartoncino, di cc. 1-26. Restaurato.
Content
Contiene:
c. 1
1502, novembre 22. Rovereto.
Gerolamo Nani, podestà di Rovereto, informa Leonardo Loredan, doge di Venezia, di esser subentrato a Maffeo Michiel, reggente della città di Rovereto.
1502, novembre 26 – 27, Rovereto.
Inventario delle armi, munizioni e vettovaglie conservate nel Palazzo Pretorio di Rovereto da Maffeo Michiel, reggente della città di Rovereto e consegnate a Gerolamo Nani, podestà della città.
1503, aprile 13, Verona. 1
Nota sulla vendita di 460 minali di frumento, pari a 678 staia di Rovereto, fatta dalla Repubblica di Venezia al prezzo di carantani 21 allo staio.
c. 2r-4v.
1502, novembre 17, Rovereto.
Proclama di Gerolamo Nani, podestà di Rovereto, in cui vieta di bestemmiare in pubblico, sotto la pena di L. 10; obbliga i Massari e i Sindaci a denunciare i crimini entro 3 giorni sotto la pena di L. 25; ordina ai commercianti di usare pesi e misure regolari, a chi vende formaggi e carni di farlo sulla piazza di Rovereto e proibisce la vendita di dette merci dopo l’ora nona; vieta di transitare senza lume dopo l’ora prima della notte attraverso la terra di Rovereto, sotto la pena di 20 soldi; inoltre, vieta di portare armi all’interno della città, sotto la pena di L. 10 e di 2 tratti di corda; vieta agli osti dopo l’ora prima della notte la vendita del vino e l’apertura delle loro osterie, sotto la pena di 20 soldi; vieta di portare armi nella giurisdizione di Rovereto senza la licenza del podestà, sotto la pena di L. 5, il sequestro delle armi e 2 tratti di corda; vieta ai macellai di togliere le interiora degli animali e di gettare immondizie nella terra di Rovereto; inoltre, li obbliga a trasportare quanto sopra nella località «alle Ghiaie», sotto pena di L. 3; obbliga di rimuovere entro 8 giorni legname, letame, pietre, calce e immondizie poste davanti alle case, sotto la pena di L. 5; obbliga i fornai a preparare pane ben cotto, e con buon frumento, sotto la pena di 5 soldi; vieta di trasportare fuori dal distretto di Rovereto, senza licenza del podestà, biada, vino e animali, sotto la pena del loro sequestro; vieta di trasportare fuori del distretto, senza licenza del podestà, bestiame da macello e formaggi, sotto la pena di L. 2 per il bestiame grosso, soldi 20 per il bestiame minuto e soldi 10 per ogni libbra di formaggio; obbliga di denunciare tutti coloro che trasportano fuori dalla terra di Rovereto biada e vino, senza licenza del podestà; obbliga i chirurghi, i medici e i barbieri a denunciare entro 3 giorni i feriti, sotto la pene di L. 5; obbliga le Comunità della giurisdizione di Rovereto a denunciare i furti; vieta la vendita del pesce, senza previa denuncia al podestà, sotto la pena di L. 3; altresì vieta la vendita di selvaggina, senza previa licenza del podestà sotto la pena di L. 5 e del sequestro della merce; obbliga a denunciare la pratica dell’usura nelle compravendite e nei contratti; vieta di tagliare alberi nei possessi altrui, sotto la pena di L. 50 o del taglio della mano; vieta di ospitare persone bandite dalla giurisdizione di Rovereto, sotto la pena di L. 100; infine, emana il regolamento per i macellai e per la vendita delle carni.
cc. 4v. - 5r.
1502, dicembre 1, Rovereto.
Proclama di Gerolamo Nani, podestà di Rovereto, con il quale vieta di rubare il legname posto lungo le rive del torrente Leno e del fiume Adige e nelle campagne private sotto la pena di L. 10, della frusta, della berlina e della restituzione del legname rubato.
c. 5r.
1502, dicembre 6, Rovereto.
Bartolomeo, ufficiale, riferisce che, su richiesta di Bernardino fu Martino calzolaio, massaro della comunità di Volano, ha diffuso, nei soliti luoghi di Volano, il divieto di deviare l’acqua delle fonti e delle Rogge, sotto la pena di L. 3.
1503, marzo 8, Volano. 2
La comunità di Volano dichiara nullo il suddetto divieto.
1502, dicembre 7, Rovereto.
Gerolamo Nani, podestà di Rovereto, autorizza Odorico, sacerdote rappresentante del Capitolo di Trento, a trasportare a Trento le 40 staia di frumento e segale provenienti dai redditi che il Capitolo di Trento possiede a Mori e Brentonico.
c. 5v.
1502, dicembre 9, Rovereto.
Bartolomeo, ufficiale, riferisce che, su mandato di Gerolamo Nani, podestà di Rovereto, e su richiesta di Niccolò della Zena, ha diffuso nei soliti luoghi di Rovereto il divieto di tagliare legna nei boschi che detto Niccolò possiede nella regola di Noriglio, sotto la pena di L. 5.
Bartolomeo, ufficiale, riferisce che, su mandato di Gerolamo Nani, podestà di Rovereto, e su richiesta di Niccolò della Zena e Bonomo Tarsia, ha vietato il taglio della legna nel bosco detto Lavine Bianche di proprietà di detti Niccolò e Bonomo, sotto la pena di L. 5.
1502, dicembre 12, Rovereto. 3
Bartolomeo, ufficiale, riferisce che, su mandato di Gerolamo Nani, podestà di Rovereto, e su richiesta della comunità di Terragnolo e di Michele dal Prunal, massaro di detta comunità, ha diffuso nella villa di Terragnolo il divieto di tagliare legna nei boschi della suddetta comunità, sotto la pena di L. 5.
1502, dicembre 18, Rovereto. 4
Bartolomeo, ufficiale, riferisce che, su mandato di Gerolamo Nani, podestà di Rovereto, e su richiesta di Leonardo di Saltaria, ha diffuso nei soliti luoghi di Noriglio il divieto di tagliare la legna nei boschi di detto Leonardo, sotto la pena di L. 5.
c. 6r.
1502, dicembre 11, Rovereto.
Rosmino Conforti, notaio, conferma la procura fatta da Cecilia vedova di Bricio da Saone a favore del figlio Delaido.
Sottoscrizione del notaio Rosmino Conforti.
1502, dicembre 22, Venezia.
Leonardo Loredan, doge di Venezia, vieta l’esportazione di biada e legumi dalla giurisdizione di Rovereto.
Copia coeva.
c. 7r.
1503, gennaio 1, Rovereto.
Gerolamo Nani, podestà di Rovereto, nomina Ludovico della Betta vicario della comunità di Mori.
c. 7v.
1503, gennaio 4, Rovereto
Gerolamo Nani, podestà di Rovereto, nomina Giovanni Bruni vicario della comunità di Ala.
1503, gennaio 7, Rovereto.
Niccolò da Volano, ufficiale, riferisce che, su mandato di Gerolamo Nani, podestà di Rovereto, ha diffuso nella piazza di Rovereto il divieto ai mugnai di comprare frumento o biada sulla piazza e nella terra di Rovereto, sotto la pena di L. 25.
1503, gennaio 15, Rovereto.
Bartolomeo, ufficiale, riferisce che, su mandato di Gerolamo Nani, podestà di Rovereto, ha diffuso sulla piazza di Rovereto il divieto di gettare nelle Rogge immondizie, sotto la pena di L. 25.
1503, gennaio 16, Rovereto.
Bartolomeo, ufficiale, riferisce che su mandato di Gerolamo Nani, podestà di Rovereto, ha diffuso l’ordine ai possessori di pesi e misure di portarli, entro 8 giorni, a Alderigo, fabbro, per essere bollati.
c. 8r.
1503, gennaio 8, Rovereto.
Bartolomeo bresciano, ufficiale, riferisce che, su mandato di Gerolamo Nani, podestà di Rovereto, e su richiesta di Stefano Pedrazza, ha diffuso nei soliti luoghi di Terragnolo il divieto di tagliare legna e di pascolare nei possessi di detto Stefano, sotto la pena di L. 5.
1503, gennaio 16, Venezia.
Leonardo Loredan, doge di Venezia, ordina a Gerolamo Nani, podestà di Rovereto, di provvedere ad un alloggio conveniente per i «bombardieri» ( artiglieri). Ducale ricevuta il 25 gennaio 1503.
Copia coeva.
c. 8v.
1503, gennaio 27, Rovereto.
Ambrogio Parolini, a nome di Caterina Raimondi, chiede a Gerolamo Nani, podestà di Rovereto, di registrare una lettera inviata agli Auditori Nuovi della Repubblica di Venezia a detto Podestà in data 23 dicembre 1502 relativa alla causa in corso tra detta Caterina e gli eredi di Agostino Sbardellati.
1491, dicembre 16, Venezia.
Agostino Barbarigo, doge di Venezia, concede a Bonomo del Bene ai figli Guglielmo, Bartolomeo, Matteo e Beno, di poter transitare armati e accompagnati da un servo attraverso i possedimenti veneti.
Copia del XVI secolo
c. 9r.
1503, gennaio 29, Rovereto.
Giovanni, ufficiale, riferisce che, su mandato di Gerolamo Nani, podestà di Rovereto, e su richiesta dei provvisori della comunità di Rovereto, ha diffuso nella piazza di Rovereto il divieto di esporre sego e candele di sego, sotto la pena di L. 100 piccole; inoltre, obbliga i commercianti a vendere le loro merci solo nella piazza di Rovereto, sotto la pena del sequestro delle loro mercanzie; infine, ripete il suddetto divieto sotto la pena di L. 5.
c. 9v.
1503, gennaio 31, Rovereto.
Bartolomeo bresciano, ufficiale, riferisce che, su mandato di Gerolamo Nani, podestà di Rovereto, e su richiesta di Niccolò de Francini, Antonio Parolini, Benedetto Serbati e Simone di Treviso, ha diffuso nella villa di Terragnolo il divieto di tagliare legna nel bosco detto «bosco de Rodolfo», sotto la pena di L. 10. Inoltre, ha ordinato a Niccolò figlio di Lunardo Piva, Matteo figlio di Giacomo di Folgaria, Leonardo suo cognato, e a Gaspare figlio di Giacomo di Folgaria di non tagliare legna nel bosco suddetto, sotto la pena di L. 10.
c. 10r.
1503, febbraio 4, Trento.
Giovanni Reper, vicario vescovile, informa sacerdoti, notai e pubblici ufficiali della diocesi di Trento che Maria figlia di Giovanni Savioli deve presentarsi il 12 febbraio davanti al tribunale episcopale per dimostrare di aver contratto matrimonio con Stefano figlio di Antonio Bonomento di Rovereto.
Copia coeva.
1503, febbraio 7, Rovereto.
Bartolomeo bresciano, ufficiale, riferisce che, su mandato di Gerolamo Nani, podestà di Rovereto, e su richiesta di Matteo Valle di Terragnolo, ha diffuso nei soliti luoghi di Terragnolo il divieto di tagliare legna e di pascolare nei possessi di Marsilio di Borgo Sacco, sotto la pena di L. 10.
c. 10v.
Bartolomeo bresciano, ufficiale, riferisce che, su mandato di Gerolamo Nani, podestà di Rovereto, ha diffuso nei luoghi soliti di Terragnolo il divieto di tagliare legna e pascolare nei possessi di Michele della Valduga, sotto la pena di L. 5; inoltre, ha diffuso analogo divieto nei possessi di Pietro della Valduga, sotto la stessa pena; inoltre, ha diffuso lo stesso divieto nei possessi di Matteo della Valduga, sotto la stessa pena. Infine, ha diffuso nei luoghi soliti della villa di Saltaria il divieto di lavorare i terreni già posseduti da Ursula moglie del fu Antonio Zucchelli, sotto la pena di L. 25.
1503, febbraio 17, Rovereto.
Autorizzazione concessa da Gerolamo Nani, podestà di Rovereto, al fattore dei signori di Lodron di trasportare a Castelnuovo 20 staia di spelta in cambio di 20 staia di frumento, per foraggiare i cavalli dei forestieri intervenuti alla celebrazione del trentesimo giorno dalla morte di Martino di Lodron.
c. 11r.
1503, febbraio 19, Rovereto.
Giovanni Savioli, ufficiale, riferisce che, su mandato di Gerolamo Nani, podestà di Rovereto, ha diffuso nella piazza di Pomarolo il divieto di transitare o danneggiare il bosco di Giacomo Cigaloto situato nella giurisdizione Castelbarco (Nomi), sotto la pena di L. 5.
1503, febbraio 21, Rovereto.
Bartolomeo bresciano, ufficiale, riferisce che, su mandato di Gerolamo Nani, podestà di Rovereto e su richiesta della comunità di Trambileno, ha diffuso nella villa di Trambileno il divieto di tagliare legna nei boschi di detta comunità, sotto la pena di L. 10; nonché di asportare biada proveniente dalle fratte di detta comunità, sotto la stessa pena; inoltre, ha vietato ai forestieri di transitare con carri sui possessi di detta comunità, sotto la stessa pena; infine, riferisce di aver diffuso tali divieti anche nella terra di Rovereto.
c. 11v.
1503, febbraio 21, Rovereto.
Bartolomeo bresciano, ufficiale, riferisce che, su mandato di Gerolamo Nani, podestà di Rovereto, e su richiesta della comunità di Noriglio ha diffuso, nei soliti luoghi di Noriglio, i precedenti divieti.
1503, marzo 3, Rovereto.
Bartolomeo bresciano, ufficiale, riferisce che, su mandato di Gerolamo Nani, podestà di Rovereto, e su richiesta di Benedetto Peterlini e fratelli, ha diffuso nei luoghi soliti di Terragnolo il divieto di tagliar legna nei boschi di detto benedetto e fratelli, sotto la pena di l. 10. Inoltre, su richiesta di Giovanni Andrea Cavebo, ha diffuso, negli stessi luoghi, il divieto di tagliar legna nei boschi detti «del scudo» e del «dosso» di proprietà di detto Giovanni Andrea, sotto la pena di L. 5.
1503, marzo 7, Rovereto.
Niccolò da Volano, ufficiale, riferisce che, su mandato di Gerolamo Nani, podestà di Rovereto, e su richiesta di Tonino di Ravazzone, abitante a Cornè di Brentonico, ha diffuso nei luoghi soliti di Rovereto il divieto di far credito a Giovanni figlio di detto Tonino.
1503, ottobre 13, Rovereto.5
Tonino di Ravazzone revoca il divieto di far credito al figlio Giovanni emesso il 7 marzo 1503.
c. 12r.
1503, marzo 11, Rovereto.
Giovanni, ufficiale, riferisce che, su mandato di Girolamo Nani, podestà di Rovereto, e su richiesta di Donato Beltrami di Nomesino ha diffuso, nella piazza di Nomesino, il divieto di transitare per una via che attraversa il prato di detto Donato situato in contrada della Fontanella, sotto la pena di L. 5.
1503, aprile 7, Rovereto.
Niccolò da Volano, ufficiale, riferisce che, su mandato di Gerolamo Nani, podestà di Rovereto, e su richiesta dei provvisori della comunità di Rovereto, ha diffuso, nei soliti luoghi di Rovereto, il divieto di pascolo nei prati della comunità di Rovereto, sotto la pena di L. 10. Inoltre, ha diffuso il divieto di tagliare legna in località Gazzo nelle pertinenze di Rovereto, sotto la pena predetta.
1503, aprile 11, Rovereto.
Giovanni Antonio della Fina, cavaliere, chiede a Gerolamo Nani, podestà di Rovereto, di registrare la lettera dell’8 aprile del 1503 di Leonardo Loredan, doge di Venezia, in cui lo autorizza ad essere sostituito nell’incarico durante la sua assenza.
c. 12v.
1503, aprile 12, Rovereto.
Giovanni, ufficiale, riferisce che, su mandato di Gerolamo Nani, podestà di Rovereto, e su richiesta della comunità di Nomesino, ha diffuso, nella piazza di Manzano, il divieto per gli abitanti di Manzano di tagliar legna , pascolare e lavorare i terreni nelle pertinenze della comunità di Nomesino, sotto l a pena di L. 25.
1503, aprile 15, Rovereto.
Registrazione del salvacondotto concesso il 13 aprile 1503 da Giovanni Mocenigo, capitano di Verona, a Donato fu Beltramo di Nomesino, bandito per omicidio, affinché possa prendere servizio sulle triremi di Alvise da Castiglione.
1503, aprile 28, Rovereto.
Registrazione della lettera scritta il 21 aprile 1503 da Giovanni Mocenigo, capitano di Verona, a Gerolamo Nani, podestà di Rovereto, e del salvacondotto concesso il 21 aprile 1503 da detto Giovanni Mocenigo, a Giovanni Antonio de Luca da Pisa, bandito per omicidio, affinché possa prendere servizio sulle galee di Gerolamo Betelier. [?]
c. 13r.
1503, maggio 5, Rovereto.
Niccolò da Volano, ufficiale, riferisce che, su mandato di Gerolamo Nani, podestà di Rovereto, e su richiesta di Niccolò Francini, ha diffuso nei luoghi soliti di Rovereto il divieto di scavare sabbia nel luogo detto al Corso di proprietà di detto Niccolò, sotto la pena di L. 3. Inoltre, ha diffuso il divieto di raccogliere foglie di gelsi, sotto la pena di L. 10 e della berlina.
Niccolò da Volano, ufficiale, riferisce che, su mandato di Gerolamo Nani, podestà di Rovereto, ha diffuso nei luoghi soliti di Rovereto il divieto, emanato il 15 aprile 1503, di vendere pane cotto fuori della terra e della giurisdizione di Rovereto, sotto la pena di L. 25.
1503, maggio 9, Rovereto.
Bartolomeo bresciano, ufficiale, riferisce che, su mandato di Gerolamo Nani, podestà di Rovereto, e su richiesta di Pellegrino Aldrighetto di Lizzana, ha diffuso nella villa di Lizzana il divieto di danneggiare il «brolo» di detto Pellegrino, sotto la pena di L. 5.
c. 13v.
1503, maggio 17, Rovereto.
Bartolomeo bresciano, ufficiale, riferisce che, su mandato di Gerolamo Nani, podestà di Rovereto, e su richiesta di Giovanni da Pozzacchio, ha diffuso nei luoghi soliti di Trambileno il divieto di danneggiare i vignali di detto Giovanni, sotto la pena di L. 5.
Bartolomeo bresciano, ufficiale, riferisce che, su mandato di Gerolamo Nani, podestà di Rovereto, e su richiesta di Antonio dalla Zal, ha diffuso nei luoghi soliti di Terragnolo il divieto di tagliar legna nei boschi di detto Antonio, sotto la pena di L. 5.
1503, maggio, 24 Rovereto.
Il vicario di Folgaria riferisce che, su mandato di Gerolamo Nani, Podestà di Rovereto, e su richiesta di Andrea fu Gerardo dai Ronchi e fratelli, ha diffuso tramite Giovanni Vigle, ufficiale, il divieto di pascolare, tagliar legna e danneggiare il maso di detto Andrea e fratelli situato in località Ronchi nelle pertinenze di Folgaria, sotto la pena di L. 5.
c. 14r.
1503, maggio 30, Rovereto.
Niccolò da Volano riferisce che, su mandato di Gerolamo Nani, podestà di Rovereto, ha diffuso nei luoghi soliti di Rovereto e del Borgo di S. Tommaso il divieto di ospitare forestieri provenienti da luoghi sospetti di peste, sotto la pena di L. 100 e di due tratti di corda.
Bartolomeo bresciano, ufficiale, riferisce che, su mandato di Gerolamo Nani, podestà di Rovereto, e su richiesta di marco delle Aste, ha ordinato a Fringele di Vallarsa di non lavorare né di seminare nel maso del detto Marco, sotto la pena di L. 50.
cc. 14r.-14v.
1503, giugno 1, Rovereto.
Convenzione stipulata tra Gaspare Rosso, daziale del sale della Vallagarina, e Tonello e Sebastiano Malfatti, rappresentanti della comunità di Brentonico, circa l’erezione di un deposito di sale tedesco a Brentonico.
1503, settembre 11 [Verona?].
Alessandro Cicogna notifica a Giacomo de Canal, Giacomo Venier, Luca Memmo e Gerolamo Malipiero, provveditori al sale, la convenzione soprascritta.
c. 15r.
1503, giugno 12, Rovereto.
Bartolomeo bresciano, ufficiale, riferisce che, su mandato di Gerolamo Nani, podestà di Rovereto, e su richiesta di Michele dal Prunal, ha diffuso nei luoghi soliti di Terragnolo il divieto di pascolare, tagliar legna e danneggiare i possessi di detto Michele, sotto la pena di L. 10; inoltre, su richiesta di Domenico Stedile ha diffuso analogo divieto per i possessi di detto Domenico; inoltre su richiesta di Bartolomeo scalpellino, ha diffuso analogo divieto per i possessi di detto Bartolomeo; inoltre, su richiesta di Domenico e Giovanni Comper e Giovanni Sbobo e Gregorio Cincher, ha diffuso analogo divieto per i possessi di dette persone; infine, su richiesta di Marco e Giovanni Bais e Matteo da Val Morbia, ha diffuso analogo divieto per i possessi delle predette persone.
c. 15v.
1503, giugno 12, Rovereto.
Bartolomeo bresciano, ufficiale, riferisce che, su mandato di Gerolamo Nani, podestà di Rovereto, e su richiesta di Matteuccio di Terragnolo, Matteo Valle, Baldassarre Peterlini, Giovanni toscanello e Giovanni Turco, ha diffuso nei luoghi soliti di Terragnolo il divieto di pascolare, di tagliar legna e di danneggiare i possessi delle predette persone, sotto la pena di L. 10.
1503, giugno 13, Rovereto.
Giovanni Savioli, ufficiale, riferisce che, su mandato di Gerolamo Nani, podestà di Rovereto, e su richiesta del sacerdote Paolo di Lizzana e di Pellegrino fu Biagio di Marco e di altri decimani, ha vietato di asportare biade senza licenza dei decimani, sotto la pena di L. 10.
Giovanni Savioli, ufficiale, riferisce che, su mandato di Gerolamo Nani, podestà di Rovereto, e su richiesta della comunità di Manzano, ha vietato il transito, il pascolo e il taglio della legna nei possessi della comunità di Manzano, sotto la pena di L. 25.
1503, giugno 21, Rovereto.
Giovanni Savioli, ufficiale, riferisce che, su mandato di Gerolamo Nani, podestà di Rovereto, e su richiesta di Tommaso Circoli, ha diffuso nella piazza di Lizzanella il divieto di pascolare nei prati di detto Tommaso situati nella località di Campagnole nella regola di Lizzanella, sotto la pena di L. 5.
c. 16
1503, giugno 23, Rovereto.
Grumerio tubicina riferisce che, su mandato di Gerolamo Nani, podestà di Rovereto, ha diffuso nei luoghi soliti di rovereto l’ordine di vendere il pane solamente sulla piazza di Rovereto, sotto la pena di L. 25.
1503, luglio 2, Rovereto.
Grumerio tubicina riferisce che, su mandato di Gerolamo Nani, podestà di Rovereto, ha diffuso nella villa di Lizzana il divieto di ospitare persone provenienti da Venezia o da altri luoghi sospetti di peste, fatta eccezione per quelli che abbiano giurato di aver osservato la quarantena, sotto la pena di L. 100 e di un mese di carcere.
1503, luglio 9, Rovereto.
Galeazzo della Fina, cavaliere, presenta a Gerolamo Nani, podestà di Rovereto, una lettera del 26 giugno 1503 di Leonardo Loredan, doge di Venezia, con la quale annulla una condanna infertagli il 9 dicembre 1502 dal detto podestà.
c. 17r.
1503, luglio 16, Rovereto.
Grumerio tubicina riferisce che, su mandato di Gerolamo Nani, podestà di Rovereto, ha diffuso nella piazza di Rovereto l’ordine che i venditori di carni rispettino le disposizioni della comunità sotto le pene previste, riguardanti la vendita delle carni; inoltre, ha diffuso l’ordine che i venditori di pane debbano prepararlo in pezzi da 11 once, sotto le pene previste.
Grumerio tubicina riferisce che, su mandato di Gerolamo Nani, podestà di Rovereto, ha diffuso a Volano il divieto di transitare e danneggiare gli orti altrui, sotto la pena di L. 5 e della berlina.
1503, luglio 17, Rovereto.
Gerolamo Nani, podestà di Rovereto, dichiara che l’ordine suddetto non viola gli ordinamenti della comunità di Volano.
Grumerio tubicina riferisce che, su mandato di Gerolamo Nani, podestà di Rovereto, e su richiesta di Bartolomeo del Bene, Leonardo della Trentina e Guglielmo Dolfino, ha diffuso a Rovereto il divieto di prelevare il legname dal torrente Leno, sotto la pena di L. 10 e della berlina;
inoltre riferisce di aver diffuso lo stesso divieto nei soliti luoghi di Borgo Sacco.
c. 17v.
1503, luglio 24, Rovereto.
Niccolò da Volano, ufficiale, riferisce che, su mandato di Gerolamo Nani, podestà di Rovereto, ha diffuso nei soliti luoghi di Rovereto l’ordine che tutti i possessori di beni immobili soggetti ad affitti, censi ed onoranze, debbano entro 15 giorni dichiararli all’ufficio della cancelleria, sotto la pena della perdita di tali beni.
Bartolomeo, ufficiale, riferisce che, su mandato di Gerolamo Nani, podestà di Rovereto, e su richiesta di Giacomo Zorer e soci, ha diffuso sulla piazza di Terragnolo, il 22 luglio 1503, il divieto di tagliare legna nei boschi di proprietà della chiesa di S. Pietro e S. Paolo di Terragnolo, sotto la pena di L. 25.
c. 18r.
1503, agosto 10, Rovereto.
Grumerio tubicina riferisce che, su mandato di Gerolamo Nani, podestà di Rovereto, ha diffuso nelle piazze di Rovereto il divieto di transitare con cani e balestre dei terreni altrui, sotto la pena di L. 3 di giorno e di L. 10 di notte; inoltre, ha diffuso l’ordine di tenere legati i cani e di applicare agli stessi i «bussoni» o legni al collo.
1503, agosto 24, Rovereto.
Grumerio tubicina riferisce che, su mandato di Gerolamo Nani, podestà di Rovereto, ha diffuso a Rovereto il divieto di portare armi nella terra e nella giurisdizione di Rovereto, fatta eccezione per i viandanti, sotto la pena di L. 15, del sequestro delle armi e di due tratti di corda.
c. 18v.
1503, agosto 25, Rovereto.
Giovanni, ufficiale, riferisce che, su mandato di Gerolamo Nani, podestà di Rovereto, e su richiesta di Francesco Marino e altri decimani della Comunità di Borgo Sacco, a diffuso a Borgo Sacco il divieto di raccogliere miglio e panico nella regola di Borgo Sacco, sotto la pena di L. 5.
1503, agosto 29, Rovereto.
Grumerio tubicina riferisce che, su mandato di gerolamo Nani, podestà di Rovereto, e su richiesta dei provvisori della comunità di rovereto, ha diffuso nella piazza di Rovereto l’ordine che tutti quelli che intendono esercitare il notariato nella terra e nella giurisdizione di Rovereto debbano presentare al Podestà i loro privilegi e farsi inscrivere nella matricola dei notai di Rovereto, sotto la pena di 100 ducati; inoltre ha diffuso il divieto di esercitare il notariato nella terra e nella giurisdizione di Rovereto a tutti quelli che non hanno i requisiti sopra richiesti, prevedendo la stessa pena.
c. 20v.
1503, settembre 14, Rovereto.
Bartolomeo bresciano, ufficiale, riferisce che, su mandato di Gerolamo Nani, podestà di Rovereto, e su richiesta dei massari della comunità di Lizzana, ha diffuso nei soliti luoghi di Lizzana il divieto di vendemmiare senza licenza di detti massari.
c. 20v.-21v.
1503, settembre 17, Rovereto.
Grumerio tubicina diffonde nella piazza di Rovereto il proclama del Consiglio dei Dieci del 26 luglio 1503, con il quale si ordina di consegnare alla giustizia coloro che sono stati banditi dai territori di Padova, Treviso e Mestre.
1503, settembre 18, Rovereto.
Bartolomeo bresciano, ufficiale, riferisce che, su mandato di Gerolamo Nani, podestà di Rovereto, e su richiesta di Giovanni Antonio muratore di Lizzanella, ha diffuso nei soliti luoghi di Marco il divieto di danneggiare i terreni di detto Giovanni Antonio, sotto la pena di L. 3.
1503, settembre 30, Rovereto.
Gerolamo Nani, podestà di Rovereto, nomina Bertono dalle Laste vicario della comunità di Brentonico.
c. 22r.
1503, settembre 29, Rovereto.
I consoli nuovi della comunità di Brentonico comunicano a Gerolamo Nani, podestà di Rovereto, di aver eletto quattro persone fra le quali il Podestà dovrà nominare il vicario della comunità di Brentonico.
1503, settembre 30, Rovereto.
I massari della comunità di Avio comunicano a Gerolamo Nani, podestà di Rovereto, di aver eletto quattro persone tra le quai il podestà dovrà nominare il vicario della comunità di Avio.
c. 22v.
1503, settembre 30, Rovereto.
Gerolamo Nani, podestà di Rovereto, nomina Emanuele de Emanuelis vicario della comunità di Avio.
1503, ottobre 4, Rovereto.
Gerolamo Nani, podestà di Rovereto, nomina Antonio Colpi vicario della comunità di Folgaria.
I giurati della comunità di Folgaria, comunicano a Gerolamo Nani, podestà di Rovereto, di aver eletto tre persone, fra le quali il podestà dovrà nominare il vicario della comunità di Folgaria.
c. 23r.
Bartolomeo bresciano, ufficiale, riferisce che, su mandato di Gerolamo Nani, podestà di Rovereto, e su richiesta dei provveditori della comunità di Rovereto, ha diffuso nella piazza di Rovereto l’avviso d’asta della località detta dei Calcinari nelle pertinenze di Rovereto.
1503, giugno 22, Venezia.
Lettera di Leonardo Loredan, doge di Venezia a Gerolamo Nani, podestà di Rovereto, con la quale comunica al detto Podestà di aver ricevuto l’annessa supplica da parte della comunità di Rovereto, Lizzana e Borgo Sacco.
Copia coeva.
Supplica della comunità di Rovereto, Lizzana e Borgo Sacco a Leonardo Loredan, doge di Venezia, con la quale si chiede venga proibito ad un tedesco la costruzione di uno sbarramento sul torrente Leno per fluitare il legname, con grave pericolo per le persone, gli animali e le campagne.
cc.23 – 24v.
1503, ottobre 16, Rovereto.
Gerolamo Nani, podestà di Rovereto, comunica a Leonardo Loredan, doge di Venezia, il suo parere favorevole alla supplica della comunità di Rovereto, Lizzana e Borgo Sacco, e dichiara di rimettersi alle disposizioni del Doge in merito a tale supplica.
c. 24v.
1503, ottobre 26, Venezia.
Lettera di Leonardo Loredan, doge di Venezia, a Gerolamo Nani, podestà di Rovereto, con la quale ordina al detto Podestà che i denari delle condanne utilizzati per il riparo delle mura della terra siano devoluti, fino alla somma di 30 ducati, in aiuto a certe persone della comunità di Rovereto…
Copia coeva
1503, novembre 19, Rovereto.
Vincenzo Barbo e Pandolfo Morosini, Auditori, avogadori, procuratori e sindici della Repubblica di Venezia, ordinano a Gerolamo Nani, podestà di Rovereto, di annullare le condanne emesse per rissa contro Giovanni Bruni, Gabriele Taddei di Ala, Barono e Bartolomeo Malfatti.
1503, novembre 22, Rovereto.
Vincenzo Barbo e Pandolfo Morosini, Auditori, avogadori, procuratori e sindici della Repubblica di Venezia, ordinano ad Antonio Bonometti di pagare L. 92 a Gerolamo Nani, podestà di Rovereto.
c. 25r.
1503, novembre 18, Rovereto.
Vincenzo Barbo e Pandolfo Morosini, Auditori, avogadori, procuratori e sindici della Repubblica di Venezia, approvano una sentenza emanata da Gerolamo Nani, podestà di Rovereto, riguardante una vertenza confinaria tra Giacomo… [?] e Antonio di Chiusole.
1503, novembre 20, Rovereto.
Vincenzo Barbo e Pandolfo Morosini, Auditori, avogadori, procuratori e sindici della repubblica di Venezia, ordinano a Gerolamo Nani, podestà di Rovereto, di fa eseguire una sentenza emessa da Maffeo Michiel, podestà di Rovereto, il 9 novembre 1502, riguardante un debito di L. 10 dovuto da Biagio Lorenzi e Benedetto ebreo.
Vincenzo Barbo e Pandolfo Morosini, Auditori, avogadori, procuratori e sindici della repubblica di Venezia, ordinano a Gerolamo Nani, podestà di Rovereto, di far eseguire una sentenza emessa da Paolo Malipiero, podestà di Rovereto, il 27 aprile 1489, riguardante un debito dovuto da Aldrighetto Beltrami [di Nomesino] a Cressone ebreo e Cristano Scola.
c. 26r.
Vincenzo Barbo e Pandolfo Morosini, Auditori e avogadori, procuratori e sindici della Repubblica di Venezia, ordinano a Gerolamo Nani, podestà di Rovereto, di far eseguire una sentenze emessa da Gerolamo Gritti, podestà di Rovereto, il 19 ottobre 1496, riguardante un debito di 13 ducati dovuto da Bartolomeo Borsella a Cressone ebreo.
1503, novembre 21, Rovereto.
Vincenzo Barbo e Pandolfo Morosini, Auditori, avogadori, procuratori e sindici della Repubblica di Venezia, ordinano a Gerolamo Nani, podestà di Rovereto, di annullare una sentenza emessa da Maffeo Michiel, podestà di Rovereto, il 27 aprile 1502, riguardante un debito di 2 ragnesi dovuto da Angelo mugnaio a Giovanni Saibanti.
c. 26v.
1503, novembre 19, Rovereto.
Vincenzo Barbo e Pandolfo Morosini, Auditori, avogadori, procuratori e sindici della Repubblica di Venezia, ordinano a Gerolamo Nani, podestà di Rovereto, di annullare una sentenza emessa dallo stesso podestà, il 27 ottobre 1503, riguardante una vertenza tra Bartolomeo Montagna, stefano del Zender e Cristano Fusina per il possesso di 6 migliaia di «borre».
[1504, luglio, Rovereto?].
Rendiconto di Stefano Ponzino, sovraintendente alle munizioni del castello di Rovereto, circa il frumento venduto a Rovereto e le annesse spese di vendita.
1504, agosto 12, Verona.
Pietro Contarini, podestà di Verona, comunica a Gerolamo Nani, podestà di Rovereto, di aver ricevuto da Stefano Ponzino e Galeazzo cavallaro L. 1279 soldi 7, quale denaro ricavato dalla vendita del frumento in deposito a Rovereto.
Physical Type
Registro
Format
carta
Language
Latino
Keywords
Shelfmark
Archivio dei Rettori 11
Segnatura antica Ar.C.36.4
Preservation
discreto
File(s)![Thumbnail Image]()
Name
002.jpg
Size
5.08 MB
Format
JPEG
Checksum (MD5)
e06ccf6765deda48197aeb774d9db3e0

