Raccolta degli atti e dei carteggi dei Rettori di Rovereto 1488
Type
Registro o altra unità rilegata
Corporate Body
Date Issued
March 12, 1488
Start Date
November 18, 1488
Description
Reg. cart. leg. in cartoncino, di cc. 1-50; mancano le cc. 13-39. Reg. mutilo. Restaurato.
Content
Contiene:
c. 1
Manca.
c.2r.
1488, marco 12, Rovereto.
Giacomo di Albertino da Borgo Sacco salda con beni mobili il debito di 6 ducati d’oro, contratto dalla defunta moglie, con Lazzaro Rongoni, caporale di Agostino spagnolo.
Lazzaro Rongoni dona a Giacomo di Albertino da Borgo Sacco i beni mobili ricevuti a saldo del debito contratto dalla defunta moglie con la condizione che detti beni non possano essere venduti o alienati.
1488, marzo 22 [ma:20?], Rovereto.
Giovanni, ufficiali, riferisce che, su mandato di Paolo Malipiero, podestà di Rovereto, ha ordinato a Tonino Parolini di non ostruire la Roggia costruita da Antonio Parolini, suo cognato, nel prato situato in località sopra le Ghiaie, sotto la pena di L. 25.
c. 2v.
Giovanni, ufficiale, riferisce che, su mandato di Paolo Malipiero, podestà di Rovereto, e su richiesta di Benedetto Serbati ha ordinato che nessuna persona possa transitare e pascolare nel prato detto “el pra del brolo” situato nella regola di Volano, sotto la pena di L. 5.
Domenico de Valdesart, vicario di Folgaria, riferisce che, su richiesta di Pietro detto Signor di Bergamo ha ordinato a Leonardo dalla Casa di Folgaria di lasciare entro 8 giorni la casa con tutto il maso, sotto la pena di L. 25.
Il Comilito riferisce che, su mandato di Paolo Malipiero, podestà di Rovereto, e su richiesta degli eredi di Bartolomeo Busolino ha arrestato Antonio di Pietro Vageto di Verona per il debito di L. 150.
Zanino, famulo del Comilito, su mandato di Paolo Malipiero, podestà di Rovereto, dichiara che durante la guerra del 1478 a Domenico della Betta di Serravalle, venne requisita un’imbarcazione del porto di Serravalle...1
c. 3.
Manca.
c. 4r.
Nomina di Cristoforo Scola a procuratore dei beni del fu Lazzaro Brusa2.
Giovanni, ufficiale, riferisce che, su mandato di Paolo Malipiero, podestà di Rovereto, e su richiesta di Tomasinodi Lizzanella, massaro della comunità di Lizzanella e della comunità di Lizzana, ha vietato il pascolo di bestiame minuto nella campagna di dette comunità, sotto la pena di L. 3.
Bartolomeo, ufficiale, riferisce che, su mandato di Paolo Malipiero, podestà di Rovereto, e su richiesta di Domenico Armani di Manzano ha vietato il transito nei prati di detto Domenico Armani, sotto la pena di L. 10.
1488, aprile 1, Rovereto.
Bastiano, comilito, riferisce che, su mandato di Paolo Malipiero, podestà di Rovereto, e su richiesta di Amedeo e fratelli del fu Gerardo [?] di Mori ha arrestato Celesio di S. Giovanni (Nago).
Bartolome, ufficiale, riferisce che, su mandato di Paolo Malipiero, podestà di Rovereto, e su richiesta della comunità di Manzano ha vietato il pascolo, il transito, l’aratura e il taglio della legna nella regola di Corniano, sotto la pena di L. 50.
c. 4v.
1488, aprile 5, Rovereto,
Bartolomeo, ufficiale, riferisce che, su mandato di Paolo Malipiero, podestà di Rovereto, e su richiesta di Bartolomeo de Alcenago, procuratore degli eredi del fu Antonio Spada di Venezia, ha vietato il taglio della legna nei boschi situati nelle pertinenze di Terragnolo, sotto la pena di L. 50.
Giovanni, ufficiale, riferisce che, su mandato di Paolo Malipiero, podestà di Rovereto, e su richiesta di Guglielmo Dalfini ha ordinato di non rimuovere le pietre [?] e di non romperle [?], sotto la pena di L. 50.
Bastiano, comilito, riferisce che, su mandato di Paolo Malipiero, podestà di Rovereto, e su richiesta di Ognibene Zambeletti di Tierno (Mori), ha sequestrato a Giovanni bresciano, calzolaio abitante a Torbole, un mulo ed altri beni a titolo di risarcimento di un debito contratto con detto Ognibene Zambeletti.
c. 5r.
1488, aprile 12, Rovereto.
[Bastiano], comilito, riferisce che, su mandato di Paolo Malipiero, podestà di Rovereto, e su richiesta di Ognibene Zambeletti ha ordinato a Fridele, oste, di dare un mulo a Giovanni bresciano, in base ad un precedente accordo stipulato fra le parti.
1488, aprile 14, Rovereto.
Giovanni, ufficiale, riferisce che, su mandato di Paolo Malipiero, podestà di Rovereto, e su richiesta di Tomasino di Lizzanella, ha ordinato a Giacomo Farina massaro della comunità di Lizzana di comparire in giudizio il primo maggio.
1488, aprile 15, Rovereto.
Giuseppe figlio di Antonio di Chiusole versa a Tommaso Circoli e al vicario di Brentonico un ragnese come saldo di ducati 8 previsti per l’affitto di un pascolo sui monti di Brentonico contratto durante la guerra del 1487 e chiede che la comunità di Brentonico rilasci la relativa quietanza.
1488, aprile 30, Rovereto. 3
Quietanza per un ragnese rilasciata da Matteo Falceri e Antonio del fu Ognibene di Prada, massari della comunità di Brentonico, a Giuseppe di Antonio di Chiusole per il debito d’affitto da lui contratto.
1488, aprile 15, Rovereto.
Francesca, tutrice degli eredi di Donato Cavallaro, compare davanti a Paolo Malipiero, podestà di Rovereto, per contraddire il divieto emanato dal podestà di Rovereto in data 31 marzo 1488 di pascolare in un prato di Bertone Mazzurana di Brentonico situato nelle pertinenze della villa di Fontechel (Brentonico).
Allegato il proclama di detta disposizione eseguito da Iacopo, ufficiale della comunità di Brentonico, su mandato di Donato Furlani, vicario di Brentonico.
Benedetto de Mamoli di Castelfranco, soldato di Guido Rossi, chiede che vengano registrate negli atti della cancelleria di Rovereto le lettere di Guido Rossi, capitano di ventura, e un chirografo di Giovanni Francesco relativi a saldi di un debito contratto da detto Benedetto de Mamoli verso Giovanni Francesco di Avio.
c. 6
Manca.
c. 7r.
1488, aprile 19, Rovereto.
Paolo Malipiero, podestà di Rovereto, ordina di arrestare Donato de Sordi di Caravaggio per il futro di 130 lire bresciane sottratte a Paolo vasaio suo cognato.
Bartolomeo e Giovanni, ufficiali della comunità di Rovereto, conducono Donato Sordi davanti a Paolo Malipiero, podestà di Rovereto, che ne ordina l’incarcerazione.
c. 7v.
Paolo Malipiero, podestà di Rovereto, ordina che Donato Sordi, per essere scarcerato, debba pagare il suo debito al cognato Paolo vasaio. Detto Donato nomina suo fideiussore Pietro di Azzolino, macellaio di Rovereto.
1488, aprile 20, Rovereto.
Paolo Malipiero, podestà di Rovereto, in considerazione delle lettere dei Rettori di Verona comprovanti che i legnami trattenuti a Rovereto su istanza degli eredi di Antonio Spada di Verona [ma di Venezia] servano per riparare gli argini dell’Adige, ordina che detti legnami siano consegnati a Venturino Mona di Verona. Ciò viene eseguito su istanza di Bartolomeo Montagna, latore delle precedenti lettere, che dal Podestà di Rovereto è stato nominato fideiussore.
c. 8r.
1488, aprile 21, Rovereto.
Gabriele Marescalchi, prete e vicario della chiesa di S. Stefano di Mori, alla presenza di Ludovico Conzelini di Brescia, Pietro detto Signor di Bergamo e Giacomo Campagna, afferma su richiesta di Giacomo, pievano della terra di Rovereto, di aver rogato il 19 aprile 1479 un istrumento di liberazione fatto ad un prete dal vescovo di Trento.
Giovanni, ufficiale, riferisce che, su mandato di Paolo Malipiero, podestà di Rovereto, e su richiesta di Bartolomeo Pener, ha ordinato a Domenico Vesperle di lasciare entro tre giorni la casa in cui abita, sotto la pena di L. 25.
Giovanni, ufficiale, riferisce che, su mandato di Paolo Malipiero, podestà di Rovereto, e su richiesta di Giacomo Raimondi, ha sequestrato a Giovanni Gardelino di Schio frumento per il valore di 8 troni.
1488, aprile 23, Rovereto.
Il Comilito riferisce che, riferisce che, su mandato di Paolo Malipiero, podestà di Rovereto, e su richiesta di Antonio fu Giacomo della Trentina di Mori, ha arrestato Francesco fu Bartolomeo della Trentina di Mori per debito di 3 staia di frumento. Detto Francesco nomina suo fideiussore Giuliano Negri di Mori.
c. 8v.
Paolo Malipiero, podestà di Rovereto, su proposta di Cristoforo Scola nomina Pietro e Antonio tutori del fratello Angelo fu Tonino del fu Giovanni di Cimego.
1488, aprile 25, Rovereto.
Bartolomeo, ufficiale riferisce che, su mandato di Paolo Malipiero, podestà di Rovereto, e su richiesta di Cristano Strada di Folgaria ha sequestrato un cavallo nero a Giovanni Forni e lo ha consegnato a Fridele, oste in Rovereto.
Bartolomeo, ufficiale, riferisce che, su mandato di Paolo Malipiero, podestà di Rovereto, e su richiesta di Gottardo di Isera ha sequestrato a Antonio Bonfioli di Borgo Sacco tutti i suoi beni mobili.
1488, aprile 27, Rovereto. 4
Bartolomeo, ufficiale, riferisce che, su mandato di Paolo Malipiero, podestà di Rovereto, ha diffuso nei soliti luoghi di Rovereto l’ordine di sequestro nei confronti di Antonio Bonfioli di Borgo Sacco emanato dal Podestà di Rovereto.
c. 9r.
1488, aprile 26, Rovereto.
Giovanni, ufficiale, riferisce che, su mandato di Paolo Malipiero, podestà di Rovereto, e su richiesta di Giovanni Antonio di Antonio Tomasi di Volano ha sequestrato ad Antonio detto Cavobianco di Schio dei “pizzoli” e li ha depositati presso Francesco Agostini di Rovereto.
Giacomolo del Bene si costituisce fideiussore di Ludovico Forni per riscattare il suo cavallo sequestrato su richiesta di Cristano Strada.
Rigo teutonico, alla presenza di Bartolomeo da Verona e Turchetto soci di Albenesoto [contestabile?], nomina Ludovico Ganassoni suo procuratore in tutte le cause, presenti e future, in cui è e sarà coinvolto.
Giovanni, ufficiale, riferisce che, su mandato di Paolo Malipiero, podestà di Rovereto, e su richiesta di Giovanni Donato e altri delle comunità di Lizzana e Lizzanella, ha ordinato a Gottardo stravolti, Tomasino Barberi di Lizzanella, Pietro Porti e Giovanni di Foppiano, arbitri delle comunità di Lizzana e Lizzanella, di emettere entro 15 giorni la loro sentenza nella causa fra le comunità di Lizzana e Lizzanella con quella delle Porte, sotto la pena di L. 25.
1488, aprile 28, Rovereto.
Zanino, [famulo] del Comilito, riferisce che, su mandato di Paolo Malipiero, podestà di Rovereto, ed alla presenza di Pietro della Trentina e Michele Petreri, ha diffuso nel solito luogo di Trambileno il predetto ordine del Podestà di Rovereto.
Romolo fu Rosmino di Bergamo contesta la disposizione del 5 aprile 1488 emessa per istanza di Bartolomeo de Alcenago, procuratore degli eredi di Antonio Spada di Venezia, con la quale si vietava di tagliare la legna nelle pertinenze di Terragnolo, poiché egli vanta dei diritti su quei luoghi.
c. 10r.
Compromesso stipulato alla presenza di Paolo Malipiero, podestà di Rovereto, Cristoforo Scola, Ludovico Ganassoni e Tommaso Angeli fra i fratelli Pellegrino e Giuliano fu Biagio di Marco per la divisione dei beni paterni.
c. 10v.
Niccolò Francini a nome proprio, di suo padre e di Simone de Liberalis, alla presenza di Paolo Malipiero, podestà di Rovereto, espone a Michele, massaro e sindico di Terragnolo, la causa mossagli da Bartolomeo de Alcenago, procuratore degli eredi di Antonio Spada di Venezia, per il taglio della legna nei boschi situati nelle pertinenze di Terragnolo e chiede che la comunità di Terragnolo lo sostenga in questa causa.
Allegata la decisione del Podestà di Rovereto del 5 aprile 1488.
c. 11r.
1488, maggio 2, Rovereto.
Tonio di Mori, famulo del Comilito, riferisce che, su mandato di Paolo Malipiero, podestà di Rovereto, e su richiesta di Antonio fu Giacomo della Trentina di Mori, ha arrestato Giovanni sarto di Bergamo abitante a Torbole [per un debito?] di 12 ducati. Detto Giovanni per la sua liberazione ha consegnato a Fridele, oste di Rovereto, un mulo e due barili.
Bartolomeo, ufficiale, riferisce che, su mandato di Paolo Malipiero, podestà di Rovereto, e su richiesta di Giovanni de Salono, ha ordinato a Giovanni Francini e Antonio Boni di Rovereto di lasciare entro 4 giorni la loro casa in località piazza delle Oche a Rovereto.
1488, maggio 5, Rovereto.
Dichiarazione di Antonio fu Giacomo della Trentina di Mori con la quale si ritiene soddisfatto che il mulo sequestrato a Giovanni sarto di Bergamo abitante a Torbole, a seguito della richiesta di Antonio Boni sia consegnato a Giuseppe Bonati.
Giovanni Bartolomeo di Serravalle salda con beni mobili il debito contratto con il castellano di Penede del valore di 6 minali di frumento.
Giovanni, ufficiale, riferisce che, su mandato di Paolo Malipiero, podestà di Rovereto, e su richiesta di Domenico fu Guglielmo e di Floriano di Nomesino, ha citato in giudizio Bartolomeo Ravagni di Isera e Candiolo da Marano per il giorno 12 maggio.
c. 11v.
1488, maggio 7, Rovereto.
Notifica di Giovanni Antonio Conforti, notaio di Mori, a Paolo Malipiero, podestà di Rovereto, con la quale lo informa che Ognibene Gaita, Guglielmo della Betta, Federico Clementi, Briano di Ravazzone e Matteo di Besagno sono stati eletti sindaci delle comunità di Mori, Tierno e Sano.
1488, maggio 9, Rovereto.
Giacomo Cigaloto e Giacomo Boni, su richiesta di Ludovico Ganassoni di Rovereto, stimano 10 ducati un terreno venduto da detto Ludovico ad Antonio Busoli di Marco.
Giovanni, ufficiale, riferisce che, su mandato di Paolo Malipiero, podestà di Rovereto, e su richiesta di Ludovico Ganassoni, ha ordinato a Bartolomeo Stedile di non lasciare il maso in cui abita, sotto la pena di L. 25.
Aldrighetto Beltrami di Nomesino salda con un bue e una mucca il debito del valore di 7 miglia di frumento contratto con il castellano di Penede.
c. 12r.
1488, maggio 10, Rovereto.
Zanino, famulo del Comilito, riferisce che su mandato di Paolo Malipiero, podestà di Rovereto, e su richiesta di Antonio Barcher [?], ha arrestato Michele Andreolli da Brentonico per un debito di L. 7 veronesi. Detto Michele nomina suo fideiussore Zeno Gandolfi.
1488, maggio 12, Rovereto.
Bartolomeo de Alcenago, procuratore degli eredi del fu Antonio Spada di Venezia, rinuncia al divieto emesso dal Podestà di Rovereto [in data 5 aprile 1488] con il quale si vietava il taglio della legna nei boschi situati nelle pertinenze di Terragnolo.
Bartolomeo, ufficiale, riferisce che, su mandato di Paolo Malipiero, podestà di Rovereto, e su richiesta di Biagio Ricci, ha sequestrato a Gottardo di Isera beni mobili per l’importo di L. 4; detti beni sono stati depositati presso Antonio Bonfioli di Borgo Sacco.
Bartolomeo, ufficiale, riferisce che, su mandato di Paolo Malipiero, podestà di Rovereto, e su richiesta di Domenico Stedile, a nome della comunità di Terragnolo, ha vietato il pascolo nei prati situati nelle pertinenze della comunità di Terragnolo, sotto la pena di L. 50.
Bartolomeo, ufficiale, riferisce che, su mandato di Paolo Malipiero, podestà di Rovereto, e su richiesta delle comunità di Lizzana e Lizzanella, ha vietato il pascolo nei prati del monte Zugna sotto la pena di L. 50.
c. 12v.
1488, maggio 13, Rovereto.
Francesco fu Renaldo de la Renalda di Rovereto restituisce a Giuliano fu Giacomo di Bologna, abitante a Castel Liano [?] nel territorio di Cremona, parte di un debito di L. 84 e 3 soldi e promette di saldare il resto entro la festa di S. Michele.
c. 40r.
1488, ottobre 6, Rovereto.
Giacomo Lesi di Trambileno autorizza per 4 giorni Biagio Bisoffi, Bartolomeo Bisoffi, Federico da Pozzacchio, Tommaso da Pozzacchio, Leonardo da Pozzacchio e Cristano detto Cloz al trasporto del legname situato sopra il “tovo” detto “el tovo novo” realizzato in località “molin de Vanza” nelle pertinenze della comunità di Trambileno.
Su mandato di Paolo Malipiero, podestà di Rovereto, e su richiesta delle comunità di Rovereto, Noriglio e Saltaria, si vieta il taglio della legna nelle pertinenze delle suddette comunità.
Zanino, ufficiale, riferisce che, su mandato di Paolo Malipiero, podestà di Rovereto, ha vietato le scritte e i segni indecenti sulle case di Rovereto durante la notte, sotto la pena del taglio della mano e di due mesi di arresto.
c. 40v.
Bartolomeo, ufficiale, riferisce che, su mandato di Paolo Malipiero, podestà di Rovereto, e su richiesta degli eredi di Gerardo Antomazi, ha vietato la rimozione dei planconi situati sul monte Zugna, sopra la crosara vicino alla proprietà di Giacomo Azzolini di Lizzana e sopra la crosara presso la chiesura di Pietro detto Signor, sotto la pena di L. 25.
Paolo Malipiero, podestà di Rovereto, su richiesta di Tommaso Circoli, procuratore di Margherita vedova di Gerardo Antoniazi di Lizzana, nomina Bedusio vasaio e Bartolomeo, figli di Giacomo Azzolini, procuratori e curatori dei figli del fu Gerardo Antoniazi di Lizzana.
1488, novembre 18, Rovereto. 5
Paolo Malipiero, podestà di Rovereto, su richiest adi Tommaso Circoli, nomina Margherita, vedova di Gerardo Antoniazi di Lizzana, tutrice dei figli di detto Gerardo al posto di Bartolomeo Azzolini che non ha prestato giuramento.
c. 41r.
1488, ottobre 8, Rovereto.
Bartolomeo figlio di Lorenzo da Tierno (Mori), tutore degli eredi di Domenegato fu Giovanni da Reviano, deposita 5 ragnesi d’oro e 20 carantani per i 4 ducati dovuti a Cressone ebreo per riscattare una cintura d’argento del valore di 25 ducati consegnata a detto Cressone quale pegno.
Giovanni, ufficiale, riferisce che, su mandato di Paolo Malipiero, podestà di Rovereto, e su richiesta di Paolo Dalfini, ha sequestrato a Giovanni Scola, procuratore e fattore dei Signori di Terlago, alcuni beni mobili per saldare un debito dell’importo di L. 10.
Bartolomeo, ufficiale, riferisce che, su mandato di Paolo Malipiero, podestà di Rovereto, e su richiesta di Bernardino fu Giacomo Saffar, ha ordinato alla moglie di Giovanni Prele di lasciare entro tre giorni la casa d’abitazione e di non lavorare nelle proprietà pertinenti a detta casa, sotto la pena di L. 50.
Bartolomeo, ufficiale, riferisce che, su mandato di Paolo Malipiero, podestà di Rovereto, e su richiesta di Barono Brusa, ha ordinato a Giacomo Lesi [di Trambilento] di non muovere i planconi e le travi situate nei boschi di detto Barono, sotto la pena di L. 25.
Bartolomeo, ufficiale, riferisce che, su mandato di Paolo Malipiero, podestà di Rovereto, e su richiesta da Pellegrino di Borgo Sacco, ha sequestrato a Guglielmo di Bronzolo alcuni beni mobili per saldare un debito dell’importo di L. 10 e li ha depositati presso Antonino Giovanni alto.
c. 41v.
1488, ottobre 10, Rovereto.
Bartolomeo, ufficiale, riferisce che, su mandato di Paolo Malipiero, podestà di Rovereto, e su richiesta di Veronesio Serbati, ha sequestrato alcuni beni mobili a Francesco di Recoaro, nel territorio di Vicenza, per un debito dell’importo di 15 ducati e li ha depositati presso Antonio lavorante nel maso di S. Antonio.
1488, ottobre 11, Rovereto.
Bartolomeo, ufficiale, riferisce che, su mandato di Paolo Malipiero, podestà di Rovereto, e su richiesta di Giovanni e Dorotea detta Ausera, ha ordinato a Bernardino fu Giacomo Saffar di non oltraggiare i detti Giovanni e Dorotea, sotto la pena di L. 50.
Bartolomeo, ufficiale, riferisce che, su mandato di Paolo Malipiero, podestà di Rovereto, e su richiesta di Giovanni Prele, ha vietato a Bernardino fu Giacomo Saffar la rimozione di 6 planconi situati nei boschi di Giovanni Prele, sotto la pena di L. 25.
1488, ottobre 13, Rovereto.
Paolo Malipiero, podestà di Rovereto, su richiesta di Giacomo e Antonio Zamboni di Borgo Sacco, fratelli del fu Gasparino padre di Nicolò, nomina Zambone di Borgo Sacco tutore e curatore di detto Nicolò.
1488, ottobre 16, Rovereto. 6
Paolo Malipiero, podestà di Rovereto, su richiesta di Zambone di Borgo Sacco, nomina Giovanni de Ruzenelli di Pomarolo curatore di Nicolò Zamboni.
c. 42r.
1488, ottobre 13, Rovereto.
Giacomo Simbeni Bozo di Brentonico, arrestato da Sebastiano, comilito, su mandato di Paolo Malipiero, podestà di Rovereto, e su richiesta di Bartolomeo Malfatti di Mori, per un debito di 40 carantani e condannato alle spese di detenzione, nomina suo fideiussore Bertono Mazzurana di Brentonico.
Sebastiano, comilito, riferisce che, su mandato di Paolo Malipiero, podestà di Rovereto, e su richiesta di Briano di Ravazzone, ha arrestato il 19 settembre 1488 Ognibene Viola, mugnaio, per un debito di L. 11.
Sebastiano, comilito, riferisce che tratterrà nelle carceri Ognibene Viola fino al 23 settembre 1488, termine entro il quale il detto Ognibene nominerà il suo fideiussore per il pagamento del debito di L. 11 e delle spese di detenzione.
Bartolomeo, ufficiale, riferisce che, su mandato di Paolo Malipiero, podestà di Rovereto, e su richiesta di Antonio fu Cristoforo Fontana da Noriglio, ha vietato a Gualtiero da Noriglio la rimozione delle fascine situate nei boschi sopra la casa di detto Gualtiero.
c. 42v.
1488, ottobre 15, Rovereto. 7
Giovanni Vittori e gli eredi di Gaspare Prosser da una parte, Domenico Toldo, Pietro Negri, Pietro Pasquali, Giovanni Zaffoni a nome di Gregorio e Andrea Negri…
Zanino, ufficiale, riferisce che, su mandato di Paolo Malipiero, podestà di Rovereto, e su richiesta di Pellegrino fu Biagio da Marco, ha emanato, nei soliti luoghi di Marco, il divieto di lavorare un terreno boschivo situato nelle pertinenze della regola di Marco nel luogo detto «in boum» [?], sotto la pena di L. 50.
1488, ottobre 17, Rovereto.
Giacomo Lesi di Trambileno, sindico della comunità di Trambileno, e Domenico di Matassone, sindico della comunità di Vallarsa, promettono, davanti all’ufficio della cancelleria di Rovereto, di comparire il giorno 28 ottobre a Verona davanti a Domenico de Guanterio e a Marco de Turri, arbitri della causa vertente tra le comunità di Trambileno e Vallarsa.
1488, ottobre 18, Rovereto.
Zanino, ufficiale, riferisce che, su mandato di Paolo Malipiero, podestà di Rovereto, ha emanato nei luoghi soliti di Rovereto il divieto di lavare panni sporchi o gettare immondizie nella Roggia Grande di Rovereto, sotto la pena di L. 3.
c. 43r.
1488, ottobre 21, Rovereto.
Antonio Campolongo da Noriglio deposita nell’ufficio della cancelleria L. 12 e si dichiara soddisfatto che dette lire siano consegnate a Giovanni Vittori e soci. Detto importo viene depositato presso Niccolò Francini per volontà dello stesso Giovanni Vittori.
Bartolomeo, ufficiale, riferisce che, su mandato di Paolo Malipiero, podestà di Rovereto, e su richiesta di Bartolomeo Barberi, ha ordinato a Francesco Rinaldi di chiudere le porte attraverso le quali detto Francesco passa nel cortile annesso alla casa di Bartolomeo Barberi, sotto pena di L. 10.
Gabriele Malfatti da Brentonico cede spontaneamente a Antonio Chiodo di Rovereto il suo raccolto per saldare un debito contratto con detto Antonio per l’importo di 4 ducati.
1488, ottobre 24, Rovereto.
Agostino Quattrini da Marco, incarcerato da Sebastiano, comilito, Su richiesta di Cristoforo Scola di Rovereto per un debito di L. 5, nomina suo fideiussore Giovanni Antonio muratore di Lizzanella.
Zanino, ufficiale, riferisce che, su mandato di Paolo Malipiero, podestà di Rovereto, e su richiesta di Pellegrino [fu Biagio] di Marco, ha diffuso nei soliti luoghi di Marco il divieto di tagliare la legna nella località «beum» [?].
c. 43v.
Bartolomeo figlio di Bertolino da Arco debitore di Tommaso spagnolo, già abitante a Rovereto e ora a Verona, ipoteca la sua casa per l’importo di circa 40 ducati, per saldare detto debito.
c. 44r.
Antonio figlio di Piero Malfatti di Brentonico, comunica a Paolo Malipiero, podestà di Rovereto, che nella causa vertente tra la comunità di Brentonico e Giovanni Fe di Mori, ambedue le parti hanno deciso di presentarsi davanti agli Auditori nuovi di Venezia per il giorno 25 ottobre.
Gli arbitri della causa vertente tra la comunità di Castione [?] di Brentonico e Giovanni Faè [?] di Mori stabiliscono che il 25 ottobre dovranno presentarsi a Venezia davanti agli Auditori nuovi.
c. 44v.
Giovanni della Cristina di Noriglio deposita presso l’ufficio di cancelleria 20 marchetti e 30 carantani per spese di Cancelleria.
Giovanni della Cristina di Noriglio si costituisce fideiussore per tutte le condanne subite.
Bartolomeo, ufficiale, riferisce che, su mandato di Paolo Malipiero e su richiesta dei fratelli Veronesio e Benedetto Serbati, ha diffuso, nei soliti luoghi di Rovereto, il divieto di compravendita dei beni di Francesco de Valle per la somma di 15 ducati.
1488, ottobre 26, Rovereto.
Giovanni, ufficiale, riferisce che, su mandato di Paolo Malipiero, podestà di Rovereto, e su richiesta di Gottardo Trevisan, ha vietato a Giovanni Segato figlio di Marchesino e a Giacomo Sbardellati di tagliare e di spostare un planconum che Valentino di Borgo Sacco ha condotto alla segheria di detto Giacomo, sotto la pena di L. 10.
Inoltre Giovanni, ufficiale, ha vietato a detto Valentino di spostare un planconum da lui condotto sulla via che conduce alla segheria di Giacomo Sbardellati.
c. 45r.
1488, ottobre 29, Rovereto.
Bonomo del Bene da Rovereto, a nome di Raimondo speziale di Rovereto, debitore di Niccolò Cesana speziale di Venezia, deposita nell’ufficio di cancelleria 24 ducati perché siano consegnati a Cressone ebreo, fideiussore di detto Raimondo.
1488, ottobre 30, Rovereto.
Giacomo Scoffa, cancelliere, consegna a Cressone ebreo 24 ducati dovuti da Raimondo speziale di Rovereto a Niccolò Cesana speziale di Venezia.
1488, ottobre 31, Rovereto.
Niccolò Vicentini di Mori, massaro della comunità di Mori, Delaido Guerri, massaro della comunità di Molina (Mori), Giovanni di Antonio dal Rì di Besagno, massaro della comunità di Besagno, anche a nome di Guglielmo della Betta di Tierno, massaro della comunità di Tierno (Mori), chiedono a Paolo Malipiero, podestà di Rovereto, di poter trasportare, secondo il mandato concesso dallo stesso podestà, la legna da loro tagliata nei boschi delle suddette comunità.
c. 45v.
1488, novembre 3, Rovereto.
Niccolò figlio di Gottardo Stravolti si dichiara debitore di Giovanni, soldato, per l’importo di L. 11 e promette di saldare il debito entro dieci giorni, e inoltre, a titolo di pegno, consegna a detto Giovanni una botte di vino.
1488, novembre 6, Rovereto.
Bertono Mazzurana di Brentonico dichiara di volersi liberare della fideiussione a suo tempo fatta nei confronti di Giacomo Simbeni Bozo di Brentonico.
Giovanni, ufficiale, riferisce che, su mandato di Paolo Malipiero, podestà di Rovereto, e su richiesta del massaro della comunità di Volano, ha diffuso nei soliti luoghi di Volano il divieto di tagliare legna nella località detta Gazzo della comunità di Volano, sotto la pena di L. 5.
Giovanni, ufficiale, riferisce che, su mandato di Paolo Malipiero, podestà di Rovereto, e su richiesta della comunità di Volano, ha diffuso nei soliti luoghi di Volano il divieto di pascolo nella campagna situata sotto la via verso l’Adige, sotto la pena di L. 3.
c. 46
Manca.
c. 47r.
Elenco dei beni immobili di … 8
c. 47v.
1488, novembre 6, Rovereto.
Bedusio e Margherita, vedova di Gerardo Antoniazi, tutori dei figli di detto Gerardo, a causa dei debiti contratti dai loro tutelati, li costituiscono eredi con beneficio d’inventario.
Giovanni, ufficiale, riferisce che, su mandato di Paolo Malipiero, podestà di Rovereto, ha ordinato che la macellazione delle carni sia fatta al macello, sotto la pena di L. 3; inoltre ha fissato i prezzi di vendita delle carni secondo la loro qualità.
c. 48r.
1488, novembre 11, Rovereto.
Giovanni [?], ufficiale, riferisce che, su mandato di Paolo Malipiero, podestà di Rovereto, e su richiesta di Simone di Treviso, Bartolomeo Frizzi, Domenico Abriani e Tonio Parolini, ha vietato il taglio della legna nelle pertinenze di Terragnolo sopra il torrente Leno di Terragnolo, sotto la pena di L. 10; inoltre ha ordinato di denunciare i contravventori entro 8 giorni, sotto la pena di L. 10.
1488, novembre 17, Rovereto.
Bartolomeo Frizzi consegna all’ufficio della cancelleria 52 carantani, quale saldo della somma di 83 carantani, dovuti Donato Gobbi per un debito contratto dalla moglie.
Bartolomeo detto del Polina riceve i detti 52 carantani, cioè carantani 21 da Donato conciatore per il capitale e le spese residue… 9
c. 48v.
1488, novembre 18, Rovereto.
Giovanni, ufficiale, riferisce che, su mandato di Paolo Malipiero, podestà di Rovereto, e su richiesta del conte di Terlago, ha ordinato a Bartolomeo, ufficiale, di lasciare la casa d’abitazione entro 8 giorni, sotto pena di L. 25.
Giovanni, ufficiale, riferisce che, su mandato di Paolo Malipiero, podestà di Rovereto, ha ordinato che tutti quelli che portano legna al mercato di Rovereto, debbono venderla sulla piazza di S. Marco, pena la perdita di detta legna.
Pietro Pasquali e Gualtiero, curatori di Gottardo, fratello del detto Pietro, nomina Francesco Agostini terzo arbitro nelle cause di detto Gottardo.
c. 49
Manca.
c. 50
Compromesso tra Cristiano di Nago, tutore degli eredi di Giacomino di Nomi, e Gerolamo de Reguardati, in rappresentanza di Guidoto, castellano di Castelbarco (Nomi), circa l’importo di 20 ducati dovuto da detto Guidoto a Cristiano per la vendita di un terreno di proprietà degli eredi di Giacomino di Nomi.
Physical Type
Registro
Format
carta, cartonicino
Language
Latino
Shelfmark
Archivio dei Rettori 10
Segnatura antica Ar.C.36.6.
Preservation
discreto
File(s)![]()
Name
002.jpg
Size
5.72 MB
Format
JPEG
Checksum (MD5)
3e6420a6d466c920d30ebc61d9a0790c

