La collezione di ex libris donata da Egisto Bragaglia alla Biblioteca Tartarotti rappresenta un unicum nel patrimonio roveretano. Essa raccoglie più di 20.000 ex libris d'autore originali. Gli ex libris: etichette, timbri o incisioni artistiche che, recando il nome, i motti e i simboli dei proprietari, testimoniano l'uso, la provenienza e la storia collezionistica di ogni singolo libro. Contiene quasi sempre il nome del proprietario (preceduto dalla formula Ex libris... o Finit ex bibliotheca...) unito a un motto o a un disegno allegorico, araldico o simbolico che rispecchia i suoi interessi. Molti ex libris storici sono vere e proprie opere d'arte in miniatura, realizzate con tecniche incisorie pregiate come la xilografia, l'acquaforte o il bulino da artisti famosi Nacquero intorno al 1459, parallelamente all'aumento della diffusione del libro, a sua volta dovuta all'invenzione della stampa, con l'obiettivo di dare alla proprietà dei volumi decoro e possibilità di distinzione, rendendone così più difficile il furto. Spesso esprimono una volontà ulteriore, un desiderio di stabilire un legame d'amore, una simbiosi intellettuale con il pezzo, più che il possesso di esso.
Abstract
Più di 20.000 ex libris (dal latino "dai libri di", è un'etichetta personalizzata, un timbro all'interno di un libro per indicarne il proprietario) donati da Egisto Bragaglia alla Tartarotti.